Ambiente e Trasporti

Sicurezza ferroviaria, 1.918 km di rete regionali passano sotto l'Agenzia nazionale

Giuseppe Latour

Decreto Mit: standard più elevati e investimenti in arrivo con i 300 milioni Fsc più altri delle Regioni - C'è anche la Bari-Barletta

Svolta nella messa in sicurezza delle ferrovie "ex concesse", protagoniste del drammatico incidente in Puglia dello scorso 12 luglio. La Gazzetta Ufficiale ha appena pubblicato il decreto del Ministero delle Infrastrutture, datato 5 agosto 2016, che fa transitare 41 linee regionali sotto l'ombrello dell'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, compresa la Bari-Barletta di Ferrotramviaria spa.

Potrebbe sembrare una novità solo di forma, ma non è così.

Nella sostanza, le nuove competenze dell'Ansf si traducono nell'allineamento degli standard di sicurezza di circa 2mila chilometri di rete delle "ex concesse" ai livelli dei binari gestiti da Rfi. Un salto in avanti che significa investimenti: il Mit ha già accantonato 300 milioni di euro (dal fondo Fsc), da integrare nei prossimi mesi con fondi delle Regioni. E che sembra preludere a un coinvolgimento diretto di Rfi nella gestione di almeno una parte di queste tratte. Sono già avviate trattative per un passaggio delle tratte di Umbria, Lazio ed Emilia Romagna.

Per capire la manovra appena messa a segno dal Governo bisogna partire dalla mappa delle ferrovie italiane. Al momento, è possibile dividerla in due blocchi. Da un lato c'è la parte più avanzata, la rete Rfi, che si compone grossomodo di 16.700 chilometri, e dall'altro c'è la rete delle "ex concesse", che ne misura altri 3.700: sono tratte locali nella sfera di competenza di Regioni e Province autonome che, al momento, scontano un deficit di investimenti, anche per problemi legati alla vigilanza. Su di loro, infatti, non ha competenza l'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria che, invece, è la sentinella di tutto il resto della rete.

Il ministero delle Infrastrutture, allora, in applicazione delle direttive europee sullo Spazio ferroviario unico, ha appena deliberato di spacchettare una quota di questi binari, facendoli transitare sotto l'Ansf: sono 2mila chilometri circa di reti regionali interconnesse alla rete nazionale (1.918, per la precisione) che, nella pratica, rappresentano il pezzo più prezioso delle "ex concesse", perché sono quelle a più elevato traffico di passeggeri. Per il resto, ci sono le reti regionali "isolate" che, al di là dell'estensione, hanno un traffico decisamente più ridotto.

La manovra, nello specifico, riguarda 41 tratte sulle quali, attualmente, lavorano 12 gestori in 10 diverse regioni: Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Campania e Puglia. Negli elenchi, tra le altre cose, compare anche la Bari-Barletta, affidata a Ferrotramviaria spa, protagonista dell'incidente di metà luglio. Tra le reti regionali restano fuori tratte minori in Calabria, nel Lazio, in Liguria, in Piemonte, in Puglia, in Sardegna e in Sicilia per un totale di otto gestori coinvolti.

Il primo effetto di questa decisione sarà legato all'attività dell'Agenzia: l'Ansf, infatti, adesso dovrà avviare un'operazione di analisi del rischi, individuando per ciascun caso quali sono gli avanzamenti tecnologici necessari. Nel frattempo, saranno prese misure cautelative a tutela della sicurezza ferroviaria. Bisogna, però, considerare che non tutte le tratte partono dallo stesso livello di sicurezza: nel pacchetto, ad esempio, sono inclusi i binari di competenza di Ferrovienord, che si collocano notoriamente su standard elevati. Molti approfondimenti, invece, saranno necessari al Sud. Dopo questa fase, poi, si comincerà a ragionare sugli investimenti. E qui potrebbero aprirsi i fronti più interessanti.

Al momento esistono solo stime di massima del fabbisogno di queste tratte. Eppure, è certo che andranno pianificati interventi piuttosto massicci. Il ministero delle Infrastrutture ha già accantonato 300 milioni di euro di fondi Fsc, che serviranno per il primo adeguamento tecnologico e che saranno integrati da fondi delle Regioni. Un ruolo importante, in prospettiva, potrebbe essere affidato a Rete ferroviaria italiana. Già all'indomani dell'incidente, a metà luglio, l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini si era detto pronto ad "acquisire la gestione dei binari regionali", per allineare gli standard tra rete nazionale e rete secondaria. Secondo le indiscrezioni che arrivano dal Mit, Graziano Delrio guarda con favore al coinvolgimento di Rfi nella gestione delle ex concesse: nei prossimi mesi ci si muoverà in questa direzione. La partita, però, andrà negoziata caso per caso con le singole Regioni. Con Umbria, Emilia Romagna e Lazio ci sono già contatti molto avanzat


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