Ambiente e Trasporti

Porti, in Gazzetta la riforma che restringe il numero delle Authority da 24 a 15

Raoul de Forcade

Il provvedimento entrerà in vigore a partire dal 15 settembre, mentre sono già attive le norme transitorie, fra le quali si trova quella che consente alle attuali port Authority di chiedere un rinvio motivato dell’accorpamento, fino a 36 mesi

È stata pubblicata nella Gazzeta Ufficiale la riforma dei porti che restringe il numero delle Authority dei moli da 24 a 15, creando le Autorità di sistema portuale (Adsp). Il dlgs 169 approvato il 4 agosto scorso su Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali è nel numero del 31 agosto della Gu. Il provvedimento entrerà in vigore a partire dal 15 settembre, mentre sono già attive le norme transitorie, fra le quali si trova quella che consente alle attuali port Authority di chiedere, entro il 15 settembre, un rinvio motivato dell’accorpamento, fino a 36 mesi. Rinvio su cui il ministro delle Infrastrutture e trasporti può decidere come agire, ad esempio in ordine ai tempi di proroga richiesti.

Da metà mese, dunque, potranno esser nominati i presidenti delle Adsp, scelti dal ministro delle Infrastrutture, d’intesa con le Regioni interessate. E già oltre 150 curricula sono arrivati sul tavolo deil Mit. La nuova legge, oltre a riorganizzare il sistema portuale italiano, racchiudendo all’interno delle 15 Adsp non solo le attuali port Authority ma 57 scali d’ interesse nazionale, cancella i comitati portuali, creando dei comitati di gestione e riducendone i membri, complessivamente, da 336 a 70. Viene istituita anche una Conferenza nazionale di coordinamento delle Adsp, presieduta dal ministro (e affidata a un coordinatore tecnico: l’ipotesi è Luigi Merlo, ex presidente dello scalo di Genova e di Assoporti), che programmerà le scelte strategiche, fino a definire un Piano regolatore portuale nazionale. La riforma, poi, semplifica l’iter di approvazione dei piani regolatori dei moli.

Ma è sulla possibilità di mantenere l’autonomia amministrativa delle proprie Autorità portuali per un periodo fino a tre anni che alcune Regioni stanno appuntando l’attenzione. Ad esempio la Sicilia (per gli accorpamenti previsti tra Gioia Tauro e Messina, nella Adsp del Tirreno Meridionale e quelli tra Catania e Augusta, nella Adsp del Mar di Sicilia Orientale), la Campania (per la fusione tra Napoli e Salerno), e la Liguria (per gli accorpamenti tra Genova e Savona, nella Adsp del Mar Ligure Occidentale e La Spezia e Marina di Carrara, nella Adsp del Mar Ligure Orientale). Il governatore ligure Giovanni Toti ieri ha inviato al ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, una lettera in cui si dice che «vista la complessità giuridica, tecnica ed economico finanziaria» degli accorpamenti per le Adsp liguri, «si evidenzia fina d’ora la necessità di mantenere l’autonomia finanziaria e amministrativa» delle Autorità esistenti, «per il periodo necessario a garantire l’effettiva ed efficace attuazione della riforma adottata». Toti si affida poi al ministro (offrendo il supporto degli uffici tecnici regionali) per la determinazione del periodo di autonomia.

A Toti fa eco Edoardo Rixi, assessore regionale ligure allo Sviluppo economico, che aggiunge: «È fondamentale che il processo di fusione non blocchi lo sviluppo dei traffici, gli investimenti privati e non lasci opere incompiute. Per questo occorre un periodo di transizione che risolva le questioni amministrative».


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