Ambiente e Trasporti

Ferrovie, l'Autorità multa Trenitalia per il mancato indennizzo ai pendolari

Giuseppe Latour

Il consiglio dell’Autorità di regolazione dei trasporti, guidata da Andrea Camanzi, ha deciso di irrogare tre multe nei confronti dell’operatore del gruppo Fs per un totale di 13mila euro

Sanzioni a Trenitalia per il mancato indennizzo ai pendolari per i disservizi nel trasporto ferroviario su alcune tratte in Abruzzo, Emilia Romagna e Molise. È questo il cuore della delibera n. 78 del 2016, con la quale ieri il consiglio dell’Autorità di regolazione dei trasporti, guidata da Andrea Camanzi, ha deciso di irrogare tre multe nei confronti dell’operatore del gruppo Fs per un totale di 13mila euro. Una delibera che pesa poco in termini economici ma che potrebbe avere un seguito su scala molto più ampia: l’Art, infatti, sta studiando la possibilità di fissare a livello nazionale i diritti minimi degli abbonati del trasporto regionale, sul modello di quanto già fatto nei mesi scorsi nel settore dell’Alta velocità.

«Le sanzioni - spiega l’Autorità in una nota - riguardano la violazione, segnalata da singoli passeggeri e da un comitato di pendolari, del diritto degli abbonati a ricevere dall’impresa ferroviaria un indennizzo adeguato, a fronte di ripetuti ritardi o soppressioni del servizio». I casi finiti sotto la lente dell’Art sono relativi a tratte ferroviarie che ricadono nell’ambito del servizio pubblico e che, quindi, sono regolati da contratti tra le singole Regioni e Trenitalia. Ed è proprio qui il nodo della vicenda. 

La posizione della società del gruppo Fs, sostenuta durante le fasi di contraddittorio degli ultimi mesi, è che queste situazioni sono disciplinate dal contratto di servizio. Se non vengono raggiunti i target di puntualità ed efficienza fissati dall’accordo con la Regione, Trenitalia è tenuta a versare delle penali. A quel punto, l’amministrazione regionale può decidere cosa fare con il denaro pagato, usandolo ad esempio per sconti sugli abbonamenti. Vista la difficoltà di collegare l’abbonato al ritardo di un treno specifico, è difficile indennizzare i pendolari singolarmente.

Non la pensa così l’Autorità che considera «sussistenti» i presupposti «per irrogare nei confronti dell’impresa ferroviaria» una sanzione «per aver omesso di adempiere alle previsioni stabilite dalla norma europea». Al di là di quello che dice il contratto di servizio, quindi, l’operatore deve garantire gli indennizzi agli abbonati. Le sanzioni pesano per un totale di 13mila euro: 4mila euro per una segnalazione del 12 marzo 2015 sulla linea Cassino-Avezzano; 5mila euro per un reclamo del 7 agosto 2015 sulla Imola-Bologna; 4mila euro per un reclamo del 10 novembre 2015 sulla linea Isernia-Campobasso. Nessuna reazione nel merito, per adesso, da Trenitalia: «Stiamo valutando il da farsi». Anche se la strada da percorrere, a questo punto, è quella del ricorso al Tar Piemonte. Ci sono 60 giorni per dedicere di impugnare la delibera.


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