Ambiente e Trasporti

Aeroporti, Ferrovie Nord vuole rilevare le quote di Sea nello scalo di Bergamo

Sara Monaci

L’idea è di comprare il 30% di Sacbo in mano alla holding di Linate e Malpensa investendo 77 milioni, poi promuovere l’integrazione

Il futuro della Sea - la holding degli aeroporti di Linate e Malpensa controllata dal Comune di Milano - torna d’attualità con il nuovo sindaco Giuseppe Sala. E stavolta c’è un dossier in più da tenere presente. Tenuto per mesi nel cassetto, dovrà essere esaminato nelle prossime settimane da società e azionisti. Ferrovie Nord di Milano (Fnm), partecipata dalla Regione Lombardia, intende rilevare le quote che Sea detiene dentro Sacbo, la società aeroportuale di Orio al Serio (Bergamo).

Si tratta del 30% dello scalo specializzato in voli low cost, e che secondo un progetto caldeggiato tanto da Palazzo Marino quanto dal presidente di Sea Pietro Modiano, dovrebbe proprio fondersi con quelli milanesi, costituendo un’unica società. Quindi, ricapitolando, Fnm acquisterebbe le quote di Sea in Sacbo; poi Sea e Sacbo, con il loro nuovo azionariato, si fonderebbero.

Costo dell’operazione per Fnm: 77 milioni, da reperire con finanziamenti bancari. Gli interessi del prestito, secondo le valutazioni della società dei trasporti lombardi, sarebbero finanziati dagli stessi dividendi prodotti dallo scalo bergamasco. Secondo stime finanziarie il valore di Sacbo si colloca fra i 214 e i 293 milioni; il valore di Sea tra 1,07 e 1,66 miliardi.

Fnm vuole entrare subito nel capitale di Sacbo perché intende candidarsi a diventare uno dei soggetti che porterà avanti la fusione. Gli altri azionisti di Sacbo sono il Comune di Bergamo (13,8%), la Camera di commercio di Bergamo (13,25%), l’ente provinciale (13,2%), Ubi Banca (17,9%) e altri azionisti privati (10,8%). Quindi eventualmente Fnm diventerebbe il socio di maggioranza relativa, sebbene gli enti locali siano uniti da un patto di sindacato che li porta al 40,29 percento.

La lettera che ha come oggetto “manifestazione di interesse all’acquisto della partecipazione”, inviata da Fnm a Sea, è datata 17 novembre 2015, ma è sempre stata tenuta riservata. Ora Fnm è interessata a capire se l’ipotesi può essere o meno sviluppata. La proposta dovrà essere comunque valutata entro il 31 ottobre, data entro cui dovrà essere esaminato il progetto di fusione tra Sea e Sacbo, come deciso fra i due soggetti aeroportuali.

Nel documento di Ferrovie Nord si parla di interesse «ad avviare trattative per l’acquisto della partecipazione del 30,99% del capitale di Sacbo...condizionato alla possibilità di partecipare in tal modo al progetto di integrazione tra Sea e Sacbo». Se la fusione si avverasse, il gruppo Fnm vedrebbe poi diluire questo 30% in un 4,87%, stando ai primi studi.

«L’ipotesi di una fusione tra Sea e Sacbo è di forte impatto nel sistema della mobilità in Lombardia e nel Nord Italia - dice Fabrizio Garavaglia, vicepresidente di Fnm -. La nostra società, con il piano industriale che andrà in discussione nelle prossime settimane, si pone l’obiettivo di svolgere un ruolo di player nella gestione complessiva della mobilità in Lombardia, ponendosi come interlocutore e come integratore di servizi con gli altri operatori del Tpl».

La proposta dovrà essere ora valutata da Sea, e in particolare dai suoi azionisti principali, il Comune di Milano (che ha il 54,8%) e il fondo di investimenti F2i (44,3%). Il nuovo sindaco di Milano Sala ha come orientamento di procedere con l’integrazione degli aeroporti e poi diminuire il controllo pubblico, lasciando cioè al Comune di Milano una quota del 30% circa. Non è neppure escluso che venga riaperto il dossier quotazione, dopo un tentativo finito male. Prima però, a questo punto, ci sarà da valutare l’interessamento di Ferrovie Nord.


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