Ambiente e Trasporti

Agenzie regionali dell'Ambiente, dalla Camera arriva l'ok finale alla riforma

Giuseppe Latour

Entro un anno un Dpcm definirà i livelli essenziali delle prestazioni tecniche per ciascun territorio. Realacci: «Sistema di controlli più efficiente e trasparente»

Uniformare il sistema delle agenzie ambientali. Producendo un impatto anche su alcune verifiche strategiche per le imprese di costruzioni, come quelle relative alle terre da scavo, agli ecoreati o al dissesto idrogeologico. È questo il senso della riforma delle agenzie ambientali, la legge che ieri la Camera ha approvato in via definitiva e che porta la prima firma del presidente della commissione Ambiente di Montecitorio, Ermete Realacci. Entro un anno un Dpcm definirà i livelli essenziali delle prestazioni tecniche che ciascun territorio dovrà garantire.

Proprio Realacci commenta l'approvazione con soddisfazione: «Finalmente è legge il nuovo sistema dei controlli ambientali per un'Italia più trasparente, pulita ed efficiente. La Camera ha votato in via definitiva la riforma delle Agenzie ambientali, un riordino delle strutture di monitoraggio che potenziano e rendono uniformi nel paese le verifiche sullo stato dell'aria, delle acque, del territorio. Nasce un sistema nazionale delle agenzie, integrato, omogeneo ed autorevole in grado di tutelare cittadini e ambiente, dare certezze a italiani e imprese e favorire un'economia più avanzata, innovativa e pulita. La riforma contribuisce anche al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, di promozione della qualità ambientale e alla piena realizzazione del principio del chi inquina paga».

La riforma parte da un sistema nel quale le Regioni spesso si muovono in ordine sparso: accade ad esempio per l'applicazione delle regole sulle terre da scavo, dove a livello locale ci sono alcuni principi applicati in qualche caso in maniera diversa. La legge, allora, istituisce il Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente, di cui fanno parte l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e le Agenzie regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano per la protezione dell'ambiente. Arpa e Ispra formeranno, così, un corpo finalmente omogeneo.

Alla base del nuovo sistema ci sono i livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (Lepta), che rappresentano «i livelli qualitativi e quantitativi di attività garantite in modo omogeneo a livello nazionale» da Agenzie e Ispra. Sarà un Dpcm, entro un anno, a definire i criteri di finanziamento e i relativi aspetti organizzativi, gestionali e finanziari, riferibili a costi standard per tipologia di prestazione. Al sistema nazionale saranno affidati il monitoraggio dello stato dell'ambiente e della sua evoluzione, il controllo delle fonti e dei fattori di inquinamento, l'attività di ricerca, di trasmissione ai diversi livelli istituzionali e di diffusione al pubblico dell'informazione ambientale, il supporto tecnico-scientifico per l'esercizio di funzioni amministrative in materia ambientale, l'attività istruttoria per il rilascio di autorizzazioni e per l'irrogazione di sanzioni, l'attività di supporto nell'individuazione, descrizione e quantificazione del danno ambientale.

Al sistema nazionale è affidata l'organizzazione dei propri laboratori che si occupano di analisi ambientali: andranno a costituire una rete di strutture accreditate per armonizzare i sistemi di conoscenza, di monitoraggio e di controllo delle matrici ambientali. Un regolamento apposito andrà a individuare il personale incaricato degli interventi ispettivi nell'ambito delle funzioni di controllo svolte dal sistema nazionale.
Al vertice del sistema ci sarà l'Ispra, dotato di autonomia e sottoposto alla vigilanza del ministero dell'Ambiente: svolgerà funzioni di indirizzo e coordinamento «al fine di rendere omogenee, sotto il profilo tecnico, le attività del sistema nazionale», tra le quali si prevede, tra l'altro, l'elaborazione di criteri e di standard uniformi per lo svolgimento dell'attività conoscitiva nell'ambito della difesa del suolo e della pianificazione di bacino, il rilevamento, l'aggiornamento e la pubblicazione della carta geologica nazionale, attività di ricerca e controllo nella prevenzione dei rischi geologici, con particolare attenzione al dissesto idrogeologico.


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