Ambiente e Trasporti

Trasporti, il 1° giugno apre il tunnel del Gottardo: per l'Italia nuove opportunità nel settore logistico

Marco Morino

La messa in servizio commerciale della galleria di base del Gottardo da parte delle Ferrovie federali svizzere è prevista per l’11 dicembre 2016, dopo circa 3mila ulteriori corse di prova

«Con l’inaugurazione il prossimo 1° giugno della nuova galleria di base del San Gottardo, il tunnel ferroviario più lungo del mondo, possiamo ben dire che Italia e Svizzera sono sullo stesso treno!».

Con una battuta il console generale di Svizzera a Milano, Félix Baumann, descrive un evento che non esita a definire «di portata storica», per la Confederazione elvetica e per l’Europa. Con una lunghezza record di 57,1 chilometri, il nuovo tunnel ferroviario che buca le Alpi svizzere è l’elemento centrale della Nuova ferrovia transalpina ed è il cuore del corridoio Rotterdam-Genova, l’asse che unisce il Mare del Nord al Mediterraneo. Con quest’opera di eccezionale portata, che mira a trasferire quote crescenti del traffico merci dalla strada alla ferrovia, la Svizzera fornisce un contributo essenziale all’infrastruttura dei trasporti europea. La messa in servizio commerciale della galleria di base del Gottardo da parte delle Ferrovie federali svizzere è prevista per l’11 dicembre 2016, dopo circa 3mila ulteriori corse di prova.

L’obiettivo dei cinque Paesi attraversati dal corridoio Rotterdam-Genova, ovvero Olanda, Belgio, Germania, Svizzera e Italia, è realizzare una asse per il trasporto merci ferroviario tra nord e sud vantaggioso, affidabile e competitivo. Il corridoio costeggia il Reno, attraversa il cuore industriale dell’Europa e mette in relazione diretta centri economici in espansione quali Rotterdam, Amsterdam, Anversa, Colonia, Francoforte, Basilea, Zurigo, Milano e Genova. A confermare la valenza autenticamente europea del nuovo tunnel ferroviario, alla giornata inaugurale del 1° giugno nel cantone di Uri, 17 anni dopo la prima esplosione nel cunicolo principale, sono annunciati, oltre alle massime autorità elvetiche, anche Matteo Renzi, Angela Merkel e François Hollande.

È importante a questo punto che da parte italiana si imprima una forte accelerazione alle opere per il completamento a sud del corridoio europeo, in particolare del Terzo valico ferroviario Genova-Novara-Milano. Secondo le previsioni del nostro governo, il Terzo valico dei Giovi, che per la parte italiana ha la stessa importanza dei nuovi tunnel del Gottardo e del Ceneri per quella svizzera, non sarà ultimato prima del 2021. Attualmente lo stato di avanzamento dei lavori del Terzo valico è al 9% per cui è lecito nutrire qualche dubbio sui tempi di completamento di questa galleria (lunga 37 chilometri).

Il governo, però, è determinato a stringere i tempi per agganciare il Nord-Ovest ai grandi assi di scorrimento europei. Anche il console Baumann sottolinea l’importanza strategica che il corridoio Rotterdam-Genova e il nuovo tunnel del Gottardo rivestono per l’Italia. «La Svizzera - dice il console - apprezza la volontà e le decisioni italiane a beneficio del corridoio Genova-Rotterdam. Ai porti e a tutta la catena logistica italiana vengono offerte nuove opportunità. L'Italia ha le potenzialità per affermarsi come una nuova porta d'entrata per la logistica europea. A livello bilaterale, il nuovo tunnel del San Gottardo potrà favorire gli scambi, l'integrazione e la crescita sostenibile delle economie dei nostri due Paesi». Ricordiamo che l’Italia è il terzo partner commerciale per la Svizzera.

Intanto gli svizzeri, dopo il Gottardo guardano già alla prossima scadenza, il completamento e la messa in esercizio della galleria di base del Ceneri, previsti per il 2020. Al termine dei lavori, quando le due gallerie saranno in grado di “fare sistema”, i convogli ferroviari potranno attraversare le Alpi senza affrontare pendenze rilevanti. I tempi di percorrenza del traffico viaggiatori tra Zurigo e Lugano si ridurranno di circa 45 minuti e un maggior numero di treni merci potrà attraversare le Alpi in tempi più brevi e con meno locomotive. La nuova ferrovia alpina rende più competitivo il trasporto su rotaia e rafforza nel contempo anche il mercato interno della Ue.


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