Ambiente e Trasporti

Tar Lazio: competenza limitata dell'Antitrust nei settori regolati dall'Autorità per l'Energia

Giuseppe Latour

L'Autorità garante per la concorrenza e il mercato non può discostarsi dal parere reso dal regolatore principale senza portare una motivazione specifica

Nei settori coperti da regolazione dell'Autorità per l'Energia, l'Antitrust ha una competenza limitata. È questo il senso dell'importante sentenza appena pubblicata dal Tar Lazio (n. 5450 del 2016) su un ricorso avanzato da Abbanoa con l'assistenza dello studio Cintioli. In sostanza, l'Autorità garante per la concorrenza e il mercato non può discostarsi dal parere reso dal regolatore principale senza portare una motivazione specifica.

Il ricorso al Tar Lazio nasce dalla pronuncia con la quale l'Antitrust ha irrogato una sanzione totale di circa un milione di euro nei confronti di Abbanoa spa, il gestore unico del servizio idrico integrato in Sardegna. La maxi sanzione è stata motivata da tre pratiche commerciali scorrette che, nel periodo tra il 2011 e il 2015, avrebbero coinvolto numerosi consumatori nelle attività di fatturazione, rilevazione e calcolo dei consumi idrici, oltre che nella gestione dei reclami e nei subentri delle utenze morose. Nello specifico, all'Agcm sono arrivate circa seicento segnalazioni di associazioni di consumatori e di singoli cittadini. Sulla base di quelle e di un parere reso dall'Autorità per l'energia, la società è stata sanzionata.

«Pur prendendo atto delle difficoltà finanziarie e degli ostacoli incontrati da Abbanoa nel subentro ai precedenti gestori – spiegava l'Agcm -, l'Antitrust ha valutato che alcune pratiche commerciali messe in atto dalla società non fossero rispondenti alla diligenza professionale attesa da un gestore che opera in regime di monopolio per la fornitura di un bene vitale ed essenziale quale l'acqua e che dispone, per la riscossione dei crediti, di una importante leva commerciale come la minaccia di interrompere il servizio».

Il Tar Lazio, nella sostanza, ha annullato il provvedimento dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato, riconoscendo che questa "non ha motivato in modo esauriente le ragioni per le quali non ha ritenuto condivisibile il parere reso dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas ed il sistema idrico nel corso del procedimento, secondo cui Abbanoa ha operato correttamente e nel rispetto della regolamentazione vigente". L'Agcm, invece, avrebbe dovuto spiegare in maniera dettagliata i motivi della sua decisione.

Secondo i giudici, «nel caso all'esame - si legge nella sentenza - il parere reso da Aeegsi, oltre a fornire una puntuale descrizione del contesto fattuale in cui le pratiche commerciali andavano inquadrate, ha espressamente riconosciuto la correttezza dei comportamenti adottati da Abbanoa alla luce della regolamentazione vigente. Nello specifico, l'Autorità di regolazione ha sostanzialmente chiarito, anche sulla base delle informazioni raccolte nell'ambito dell'attività ispettiva e di vigilanza autonomamente condotta, che non erano emerse violazioni da parte di Abbanoa in merito alle comunicazioni all'utenza in ordine alle tariffe applicate». Alla luce di tutto questo, quindi, «i comportamenti contestati alla odierna ricorrente sono risultati sostanzialmente conformi alla disciplina di settore».

La sentenza ha un'importanza notevole che, come spiega lo studio Cintoli, «va oltre il caso di specie, giacché è la prima ad affermare il principio di diritto secondo cui nei settori coperti da regolazione l'Agcm non può discostarsi, senza motivazione, dal parere procedimentale reso dal regolatore che dimostri la conformità delle condotte esaminate con la normativa settoriale vigente».


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