Ambiente e Trasporti

Alta velocità, ok del Parlamento Ue alla liberalizzazione ferroviaria entro il 2020

Giuseppe Latour

Approvata la parte tecnica del cosiddetto IV pacchetto ferroviario per arrivare alla liberalizzazione in tre anni

Quarto pacchetto ferroviario alla svolta decisiva. Il Parlamento europeo ha appena approvato il pilastro tecnico delle norme che puntano a promuovere la liberalizzazione del trasporto su ferro. A questo punto sono definitive ed entreranno in vigore nel giro di tre anni. Intanto, è stato raggiunto anche l'accordo tra le istituzioni comunitarie sul pilastro politico del quarto pacchetto, quello più delicato: a partire dal 2020 ci sarà la piena liberalizzazione dei trasporti di alta velocità. E arriveranno i biglietti integrati, utilizzabili a cavallo di paesi diversi.

Partiamo dal pilastro tecnico. Il Parlamento ha votato un testo sul quale era già stato trovato l'accordo di massima nei mesi scorsi. Il suo obiettivo è di ridurre gli ostacoli tecnici per gli operatori ferroviari e i produttori di materiale rotabile, creati da procedure nazionali diverse. Nella sostanza, andremo verso un sistema di omologazione unico dei treni a livello comunitario, che consentirà di avere standard tecnici identici in tutti i paesi, per rendere più omogeneo il mercato. La formulazione approvata che per i servizi esercitati a cavallo tra più paesi, le autorizzazioni vengano date direttamente dall'Agenzia ferroviaria europea (Era). Mentre per i servizi che restano nel perimetro di un singolo Stato membro, operatori e produttori di materiale rotabile potranno scegliere se fare domanda direttamente all'Era o alle singole autorità nazionali. In questo modo Era potrà anche svolgere un ruolo più incisivo nel garantire lo sviluppo continuo di sistemi di controllo e di comando, perché potrà valutare le soluzioni tecniche previste in qualsiasi bando di gara pubblicato per il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (Ertms) per la fornitura di apparecchiature di terra.

Queste regole entreranno in vigore tre anni dopo la pubblicazione del nuovo regolamento. Gli Stati membri potranno ottenere, se lo chiederanno, un rinvio di un anno, ma dovranno giustificare questo spostamento all'Agenzia europea. Ovviamente, gli standard tecnici di tutti i paesi saranno armonizzati tra loro per arrivare, a grandi linee, a un sistema nel quale l'autorizzazione concessa in un paese membro consentirà di stare su un unico mercato europeo, facendo concorrenza agli altri competitor stranieri. Secondo i numeri resi noti dal Parlamento europeo, saranno in questo modo accorpate oltre 11mila regolamentazioni tecniche dei singoli paesi.

Nel frattempo, si sta anche sbloccando la partita più delicata, quella del pilastro politico del quarto pacchetto ferroviario. Le istituzioni dell'Unione europea (Parlamento, Consiglio e Commissione) hanno raggiunto nel cosiddetto "trilogo" un accordo sui contenuti di questa parte della nuova normativa. Nella sostanza, è stato stabilito che, a partire dal 2020, scatterà la piena liberalizzazione sulle tratte nazional dell'Alta velocità. Poi, a partire dal 2023, sarà il momento delle altre tratte di servizio pubblico. Sono previste regole eccezionali solo per quelle non remunerative. Un punto importante riguarda l'accesso all'infrastruttura: dovrà essere garantito, separando la sua gestione da quella relativa al servizio. Per questo i bilanci delle società che si occupano dei due settore dovranno essere separati. Infine, a beneficio dei passeggeri arriveranno i biglietti integrati, per poter viaggiare ovunque in Europa, senza soluzione di continuità.


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