Ambiente e Trasporti

Sicurezza, la presenza indebita di pedoni la maggior causa di morte sui binari

Giuseppe Latour

Tra le 100 vittime riscontrate negli incidenti gravi (59 morti e 41 feriti gravi), 89 casi sono riconducibili a illeciti attraversamenti

La presenza indebita di pedoni sui binari è stata nel 2015 la maggiore causa di morte sulla ferrovia. Tra le 100 vittime riscontrate negli incidenti gravi (59 morti e 41 feriti gravi), 89 casi sono riconducibili ad illeciti attraversamenti da parte dei pedoni (57 morti e 32 feriti), 8 le vittime a seguito di salita o discesa dai treni in movimento (2 morti e 6 feriti). Altri tre feriti gravi sono la conseguenza di incidenti al passaggio a livello e un investimento in manovra. In totale, nel 2015 gli incidenti ferroviari gravi sono stati 114, in lieve aumento rispetto all'anno precedente (109), ma in linea con il valore medio nazionale, segnando un –15% rispetto al valore registrato 10 anni fa, nel 2005. Aumentano solo gli incidenti provocati dall'indebita presenza di pedoni sui binari: 89 casi, 9 in più rispetto al 2014, e quelli riconducibili a indebite salite o discese dal treno in movimento: 8 eventi nel 2015, 6 in più rispetto al 2014. In calo le altre tipologie di incidenti.

È questa la fotografia che emerge dalla relazione sulla sicurezza ferroviaria nel 2015, presentata giovedì 21 dall'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. «Il 2015 è stato un anno significativo per la sicurezza delle ferrovie – spiega Amedeo Gargiulo, direttore dell'Ansf –. Da un lato, per molte tipologie di incidenti legate all'esercizio ferroviario abbiamo registrato eventi in diminuzione, dall'altro lato c'è stato un incremento dei comportamenti illeciti da parte di passeggeri o persone non direttamente coinvolte nello scenario ferroviario che, però, hanno perso la vita sui binari. Se nel primo caso, non bisogna abbassare la guardia su temi della manutenzione e della formazione del personale, il problema dei pedoni è allarmante».

Interessanti anche i dati sulla manutenzione. Qui il confronto con l'Europa sottolinea l'anomalia italiana: l'andamento degli incidenti è sostanzialmente in linea con il valore medio dei maggiori paesi europei. Ma l'Italia mostra un dato nettamente superiore se si prendono in considerazione i soli incidenti alle persone per materiale rotabile in movimento. Mentre gli incidenti legati a cause tecniche (come per esempio deragliamenti o collisioni) sono sotto la media europea e sostanzialmente in diminuzione: nel 2015 sono stati 25, rispetto ai 29 del 2014.

Da sottolineare il fatto che gli investimenti e le cadute da veicoli ferroviari in movimento sono state la causa del 74% degli incidenti e dell'84% delle vittime. Il 97% dei morti sono pedoni. Il 73% degli investimenti si è verificato in 5 regioni: Lombardia (18 incidenti), Lazio (16), Toscana (15), Emilia Romagna (10) e Campania (6) che sviluppano oltre il 50% del traffico ferroviario. Gli incidenti sono maggiormente concentrati in prossimità dei nodi urbani e metropolitani: Roma (13 incidenti), Milano(8), Bergamo(6), Lucca(6), Bologna (4), Caserta (3), Torino(3). Aumentano anche le vittime tra i passeggeri in salita e in discesa dei treni. Anche se i valori segnano comunque un -47% rispetto al 2009 e quasi un -21% rispetto al valore medio del periodo.


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