Ambiente e Trasporti

Secondo anno di crescita per il traffico merci, il cargo aereo ha già superato i valori pre-crisi

Giuseppe Latour

Cargo aereo +5,1%, courier +8%, autotrasporto +3%, cargo ferroviario +2,6% - Già superati i valori 2007 per il cargo aereo, mentre gomma e ferro sono all'87%

Secondo anno consecutivo di crescita del traffico merci. E' questo il risultato più rilevante dei dati resi noti ieri da Confetra, la Confederazione italiana dei trasporti e della logistica, nel corso della sua settantesima assemblea annuale. Il 2015 conferma un trend che, mese dopo mese, si va consolidando: il cargo aereo è uscito dalla crisi, e anche trasporti via gomma e mare si stanno lentamente avvicinando ai livelli del 2007. Soffre, invece, il trasporto su ferro, insieme al transhipment, il trasferimento delle merci da grandi navi madri a battelli più piccoli, in netto calo nello scorso anno. E resta alto il livello delle sofferenze bancarie, a quota 3,9 miliardi di euro.

Partendo dai numeri del centro studi di Confetra, l'andamento del traffico italiano delle merci alla fine del 2015 per il secondo anno consecutivo è caratterizzato, per quanto concerne sia i volumi trasportati che il fatturato, da segni positivi per tutte le modalità, tranne che per il transhipment che arretra di quasi il 10 per cento. Nello specifico continuano ad eccellere il cargo aereo (+5,1%) ed il settore dei courier (+8%), trainati dalla inarrestabile espansione del commercio elettronico, che nel 2015 è in aumento del 15 per cento.
Buono anche l'andamento dell'autotrasporto, sia nazionale (+3%) che internazionale (+2,7%), confermato sia dal traffico autostradale cresciuto del 3,3%, sia dai transiti nei valichi alpini aumentati del 2,5%. In ripresa anche il cargo ferroviario con un +2,6%. Positive, poi, le spedizioni internazionali marittime (+3,4%), stradali (+3,1%) ed aeree (+2%).

In generale, comunque, il confronto con i valori del 2007 dice quali sono i settori che stanno già uscendo dalla crisi. Fatti cento i valori toccati nove anni fa, solo il cargo aereo ha raggiunto e superato quei valori, mentre gomma e mare si aggirano ancora intorno all'87% e la ferrovia è appena al 60 per cento. Altri elementi negativi arrivano dai tempi medi di incasso: sono ancora 78 giorni, in calo solo di 24 ore rispetto al 2014. Le sofferenze bancarie, pari a quasi 3,9 miliardi di euro, per l'autotrasporto non hanno subito variazioni rilevanti negli ultimi dodici mesi.

Sono numeri che fanno dire al presidente di Confetra, Nereo Marcucci: «Dopo la lunga crisi possiamo dire che qualcosa si sta finalmente muovendo. Diamo atto al Governo di aver avviato l'ammodernamento del modello di governance dei porti ed il rilancio del cargo ferroviario, insieme allo sviluppo dell'intermodalità e alle semplificazioni dello sportello unico, ma è sempre più necessario un vero e proprio piano industriale finalizzato a riposizionarci tra i paesi leader della logistica europea».

Sul punto, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio rivendica il lavoro degli ultimi mesi: «Prima le ferrovie non parlavano con porti e interporti, non esisteva un sistema coordinato. Abbiamo rimesso tutti attorno a un tavolo nella convinzione che possiamo diventare uno straordinario hub logistico».
Un elemento chiave di questo sistema sono gli investimenti sul ferro, inseriti nel contratto di programma di Rfi: «Dopo i 18 miliardi dedicati ai quattro corridoi Ten-T che passano nel nostro paese, abbiamo previsto altri 400 milioni per i corridoi merci». Saranno inseriti nell'aggiornamento del contratto di programma di prossima approvazione.


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