Ambiente e Trasporti

Aeroporti, Cantone: affidare con gara anche le subconcessioni per la gestione dei negozi

Mau.S.

Il presidente dell'Autorità ascoltato dalla commissione Trasporti della Camera sul caso Adr

Anche le subconcessioni commerciali per la gestione di negozi o servizi a terra, assegnate dalle società che gestiscono gli aeroporti, dovrebbero essere messe a gara, in base alle regole del codice dei contratti pubblici.

È la conclusione a cui è giunta l'Autorità nazionale anticorruzione, illustrata dal presidente Raffaele Cantone, nell'audizione della commissione Trasporti della Camera.

Il parere dell'Anac arriva in seguito alla procedura di verifica sulla situazione delle concessioni degli aeroporti di Roma, ma che «potrà riguardare anche altre concessioni», spiega Cantone. Nel caso di Adr, spiega il presidente, «in seguito a una lunga disanima» gli uffici giuridici sono arrivati alla conclusione che l'attività commerciale svolta all'interno degli aeroporti «non può che essere giudicata una concessione di pubblico servizio» e, di conseguenza, dovrebbero essere affidate in seguito a gara. La società, invece, ritiene di svolgere un'attività privata e, quindi, di poter gestire l'attività di rilascio delle concessioni.

Ma l'affidamento delle concessioni da parte di Adr, osserva Cantone, ha fatto «emergere alcune criticità». Per la ristorazione, ad esempio, è emerso che «una delle tre concessioni più rilevanti è stata attribuita a un gruppo che fa capo alla stessa società» di Adr. Secondo il presidente si tratta di un «probabile conflitto d'interessi, sia pure potenziale, che in una gara pubblica avrebbe dovuto essere evidenziata».

È vero, ha segnalato ancora Cantone, che nel 2015 c'è stata una presa di posizione del Consiglio di Stato, che negando la propria giurisdizione su un caso legato al tema delle subconcessionii sembra dare ragione a chi vuole riportare la questione nell'alveo dei rapporti tra privati, ma ha concluso il presidente dell'Anac «la posizione assunta dall'Autorita - ha spiegato - è che questa attività non può che essere considerata come una concessione di pubblico servizio, per cui Adr nel momento in cui attribuisce quelle che sono a tutti gli effetti sub concessioni deve applicare il codice dei contratti pubblici».

Il parere dell'Anac è contenuto in una nota inviata ad Adr e all'Enac, su cui l'Autorità sta ancora aspettando una risposta. La nota è stata depositata durante l'audizione.


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