Ambiente e Trasporti

Riforma porti, ok dalle Regioni. Le Autorità scendono da 24 (per 28 scali) a 15 (per 54)

G. La.

Intesa alla Stato-Regioni sul decreto di riorganizzazione - Delrio: «Tassello chiave del Piano strategico portualità-logistica»

«È stata raggiuta l'intesa alla Conferenza Stato Regioni sul decreto di riorganizzazione delle autorità portuali che, con altri provvedimenti che riguardano le semplificazioni, costituisce il Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica. Era un passaggio molto importante: siamo convinti che questa riforma dia maggiore competitività ai porti italiani». Ad annunciarlo è una nota ufficiale del ministero delle Infrastrutture, che arriva a conclusione della Conferenza di ieri pomeriggio.

Il cuore del provvedimento è la riduzione delle Autorità portuali: dalle 24 autorità che governano 38 scali si passa a 15 Autorità di sistema, che gestiranno in tutto 54 scali. Una revisione che punta a concentrare e semplificare la governance del sistema. «Abbiamo sempre lasciato spazio di autonomia e di iniziativa, il paese deve correre, i porti italiani devono correre perché altrimenti perderanno traffici come hanno già perso in questi anni. Devono diventare sempre più competitivi. Basti pensare che Copenhagen e Malmo hanno dato vita in un'unica autorità portuale, pur essendo due porti in due paesi diverse, proprio perché la competitività è a livello globale», spiega il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio.
«Soprattutto – prosegue il ministro - mi fa piacere che sia stato condiviso il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica, quello che dà un quadro generale dove diventano centrali la digitalizzazione, i fast corridor per le merci, lo sdoganamento in mare per le merci, il collegamento con gli interporti, tutte cose in cui l'Italia è stata finora molto debole».

Adesso resta aperta soprattutto la questione del periodo transitorio. Seguendo una richiesta delle Regioni, i governatori potranno fare richiesta al Mit di un periodo di congelamento prima dell'entrata in vigore delle nuove regole. «In esito alla valutazione di questa motivata richiesta - prosegue Delrio - si potrà proporre un decreto del presidente del Consiglio. Fa parte del rispetto che abbiamo dell'autonomia, ma spero che tutti comprendano che stare insieme aumenterà le potenzialità del sistema, stare da soli la diminuirà. Questo governo è abituato a correre sulle riforme e a fare le riforme in fretta, mi auguro che nessuno si prenda troppo tempo».

Soddisfazione arriva dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini: «Stiamo andando avanti rapidamente e secondo i tempi previsti nella fase attuativa della riforma della pubblica amministrazione e lo stiamo facendo in modo unitario portando il contributo e l'adesione unanime di tutte le Regioni. Sono soddisfatto anche per la mediazione che abbiamo costruito con le Regioni e con il Governo sulla riforma delle autorità portuali per valutare anche alcune specificità e caratteristiche regionali, senza però rallentarne l'avvio».
Reazione positiva anche dai Comuni. «Il Governo – spiega l'Anci - ha accolto molte proposte dell'Anci, a partire dal riconosciuto ruolo centrale dei Comuni sulla retroportualità e dalla progettualità dei porti, che sarà condivisa con gli enti locali». Mentre, riguardo alle sedi delle autorità portuali, i Comuni hanno proposto un'alternanza per risolvere questioni delicate come quelle nei porti di Salerno e Napoli, Augusta e Catania o Gioia Tauro e Messina.


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