Ambiente e Trasporti

Trasporti, la Commissione europea blocca le restrizioni dell'Austria al traffico merci

G. La.

L'obiettivo era quello di spostare una quota del traffico dalla gomma al ferro ma la risposta di Bruxelles verte sulla differenziazione dei pedaggi e la riduzione dei limiti di velocità

Agire con altri strumenti, come la differenziazione dei pedaggi in funzione della classe euro dei veicoli. Oppure, ridurre i limiti di velocità. È questa la risposta che la Commissione europea ha dato all'Austria, dopo che questa aveva cercato di vietare l'attraversamento di alcuni mezzi in transito dal Tirolo, con l'obiettivo di spostare il traffico merci dalla gomma al ferro. Una decisione approvata in pieno da Anita, l'associazione confindustriale dell'autotrasporto che, da subito, aveva posto una ferma opposizione al progetto proposto dal Tirolo.

L'obiettivo dell'Austria era chiaro: vietare l'attraversamento del paese non ai veicoli più inquinanti ma a quelli che trasportano determinate tipologie di merci, per spostare una quota di traffico dalla gomma al ferro. Il blocco è stato proposto in due tappe: la prima, con inizio dal primo settembre 2016, prevedeva il divieto per rifiuti, pietrame e materiali di sterro, legnami in tronco e sughero, vetture, veicoli leggeri e veicoli a due ruote; la seconda, con inizio il primo dicembre, per minerali ferrosi e non ferrosi, acciaio, marmo e travertino, piastrelle e ceramiche. Dopo due bocciature, la nuova versione del divieto settoriale è stata notificata alla Commissione Ue alla fine del 2015. E, adesso, è arrivata la risposta dell'esecutivo comunitario. L'obiettivo della soluzione, proposta dal Tirolo, è quello di spostare su treno circa 410 viaggi al giorno. Questa ipotesi è calcolata su 171mila viaggi all'anno, interessati dal divieto, dei quali circa il 60% spostati su treni, quota pari a 103mila viaggi.

Bruxelles, dopo avere analizzato le misure restrittive della circolazione del traffico pesante, ha concluso che le misure limitative proposte dal Tirolo sono sproporzionate rispetto agli obiettivi della riduzione di emissioni, facendo presente che sono disponibili alcune misure diverse che appaiono essere almeno altrettanto efficaci rispetto al divieto assoluto come, ad esempio, una ulteriore riduzione del limite di velocità. "Un passaggio importante che accoglie la nostra tesi che il divieto così come formulato danneggia il libero scambio delle merci su un asse strategico per i collegamenti tra l'Italia ed il resto d'Europa, senza un apprezzabile effetto sulla riduzione dell'impatto ambientale", dichiara il presidente di Anita, Thomas Baumgartner.

Pur riconoscendo che la circolazione delle merci può essere limitata per ragioni ambientali, la Commissione suggerisce all'Austria di incrementare la differenziazione del pedaggio del traffico pesante in funzione della classe euro dei veicoli. Inoltre, secondo il parere della Commissione, una ulteriore riduzione permanente della velocità dei veicoli leggeri ad 80 km/h, produrrebbe effetti addirittura superiori a quelli ottenuti dal divieto settoriale. La Commissione conviene sulla necessità di vietare la circolazione ai veicoli più obsoleti, numericamente inferiori ma responsabili in misura maggiore dell'inquinamento prodotto, anche per accelerare la sostituzione dei veicoli da parte dell'utenza professionale e del traffico privato. "L'anticipazione delle tempistiche di divieto permanente per i veicoli euro 3, che la Commissione già auspica possa partire dalla metà del 2016, è totalmente condivisibile e va nella direzione auspicata per ridurre l'impatto ambientale del trasporto stradale e aumentare la quota di vero trasporto ferroviario – conclude Thomas Baumgartner – ma deve valere in egual misura per i veicoli in transito e per quelli con origine/destino nel Tirolo".


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