Ambiente e Trasporti

Ecomafie: l'impianto normativo contrasta in maniera efficace i reati

G. La.

La norma è stata illustrata dai promotori nel corso di un convegno su "Disastri e delitti ambientali", organizzato dal Leo Club Nola "Giordano Bruno", con il patrocinio dell'ordine degli avvocati di Nola

Dopo 21 anni di battaglie gli "ecoreati" sono entrati nel codice penale con l'approvazione della legge 68/2015 nata per combattere le "ecomafie" e risanare il territorio italiano. La norma è stata illustrata dai promotori nel corso di un convegno su "Disastri e delitti ambientali", organizzato dal Leo Club Nola "Giordano Bruno", con il patrocinio dell'ordine degli avvocati di Nola.

Al centro del dibattito, le nuove disposizioni della legge entrata in vigore a maggio per contrastare il business delle "ecomafie" e gli illeciti in materia ambientale, che nel solo 2014 in Campania sono stati oltre 3.725, con 37 arresti e 3.636 persone denunciate e arrestate.
All'incontro hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, della società civile, del Corpo forestale dello Stato, di Legambiente. Tra i relatori: Salvatore Micillo, deputato e promotore della legge sugli ecoreati, Ettore Nardi, consigliere dell'Ordine degli ingegneri di Napoli, Sergio Costa, generale del Corpo forestale dello Stato, Antonio Pergolizzi, coordinatore nazionale dell'Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente, Angelo Bruscino, presidente nazionale dei giovani imprenditori Confapi.

Nel corso del confronto è emerso che l'impianto normativo della nuova legge è completo e contrasta in modo efficace gli ecoreati con l'incremento delle pene, sia in sede civile che penale, di coloro che consapevolmente o inconsapevolmente provocano disastri. Si tratta di un primo importante passo, richiesto da oltre venti anni dalla società civile e dalle associazioni di settore.


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