Ambiente e Trasporti

Trasporti, Unatras a Renzi: malcontento difficile da gestire, bisogna attuare la legge di Stabilità

G. La.

Bloccata la ripartizione dei fondi soprattutto a causa dello scarso dialogo che, negli ultimi mesi, c'è stato con il dicastero di Porta Pia

«Un malcontento difficilmente gestibile». Sono parole molto dure quelle che Amedeo Genedani, presidente di Unatras e di Confartigianato Trasporti, utilizza nella lettera appena inviata al premier, Matteo Renzi e al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio. Sul piatto c'è la richiesta di piena attuazione della legge di Stabilità, tramite la ripartizione dei fondi dedicati all'autotrasporto. Interventi che restano bloccati, anche e soprattutto a causa dello scarso dialogo che, negli ultimi mesi, c'è stato proprio con il dicastero di Porta Pia.
La lettera parte ricordando che le associazioni di categoria «hanno giudicato con favore la legge di stabilità 2016 perché sostanzialmente contiene i temi concordati dal Governo con la categoria dell'autotrasporto merci nello scorso mese di novembre 2015». Nonostante questo, però, la presidenza di Unatras «esprime una forte preoccupazione in merito alla mancanza di attenzione nei riguardi del mondo del trasporto su gomma».

Il primo problema è rappresentato dal fatto che, nonostante le ripetute richieste di incontri avanzate al ministero negli ultimi mesi, «esse non sono state prese in considerazione». Il dialogo con il dicastero resta «frammentato e discontinuo». In questo senso, una questione completamente aperta è quella delle verifiche sugli illeciti: «Ricordiamo che, a tal proposito, nonostante nel nostro ordinamento giuridico ci siano ben tre specifici articoli destinati al contrasto delle attività abusive, specie di quelle messe in essere dal cabotaggio illegale, gli interessi nazionali non vengono adeguatamente difesi dagli organi di vigilanza preposti al controllo».

Continua, poi, a restare irrisolto il nodo della ripartizione dei fondi dedicati all'autotrasporto. «La categoria non è in grado finanziariamente di sostituire i veicoli obsoleti con quelli di ultima generazione perché mancano i decreti attuativi di ripartizione delle risorse». Nello specifico, «si ritiene che la contabilizzazione del gettito derivante dal risparmio sulle agevolazioni delle accise per l'euro 0 dell'anno scorso e quello sugli euro 1 e 2 del corrente anno, possa facilitare l'impegno di risorse aggiuntive per consentire all'autotrasporto di affrontare le sfide del prossimo futuro».

A questo proposito Genedani «giudica importante la politica che favorisce il trasferimento sulla rotaia di parte del trasporto stradale, ma reputa azzardato ipotizzare il caricamento dei veicoli e delle merci sulla ferrovia entro distanze inferiori ai 350 chilometri». Infatti, la ricaduta sulla media distanza della distribuzione anche delle merci di consumo giornaliere sarebbe deleteria in ottica di contenimento dei prezzi.


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