Ambiente e Trasporti

Trasporto aereo, il Governo si prepara ad abbattere l'addizionale sui biglietti

Giuseppe Latour

È quanto ha spiegato il ministro Graziano Delrio, affrontando il tema della tassa extra da 2,5 euro che, a partire da fine 2015, ha scatenato una lunga serie di polemiche

Il Governo si prepara ad abbattere le addizionali sul trasporto aereo. È quanto ha spiegato il ministro Graziano Delrio, affrontando il tema della tassa extra da 2,5 euro che, a partire da fine 2015, ha scatenato una lunga serie di polemiche. Portando alcuni vettori, come Ryanair e Easyjet, a ripensare la loro presenza nel nostro paese. Adesso, tutto dovrebbe rientrare: il Mit sta studiando le soluzioni tecniche per abbattere questo carico al minimo.

Nel mirino c'è l'introduzione della nuova addizionale di 2,5 euro per passeggero che passa così da 6 euro a 8,5 euro, arrivando fino a 10 euro a Roma. La misura riguarda tutti i biglietti acquistati a partire dal 22 dicembre 2015. E, negli ultimi mesi, ha scatenato una polemica continua tra i vettori e il Governo italiano. Soprattutto due di questi (Ryanair e Easyjet), tra le principali compagnie low cost europee, hanno minacciato di rivedere la propria presenza nel nostro paese, cancellando alcuni scali dalle loro rotte.

Adesso, l'esecutivo si dice disposto a trattare. «La minaccia di ridurre voli e personale a causa di una tassa prevista da anni per il potenziamento del fondo, a tutela dei lavoratori che perdono l'occupazione, è un tipo di collegamento assolutamente arbitrario – premette il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio -. Molte di loro avevano preannunciato da tempo il disimpegno che appare, dunque, più una scusa che una realtà». Si tratta, allora, di «un modo di affrontare la questione che non condivido».

Detto questo, comunque, i margini per rivedere le decisioni di fine 2015, dopo le proteste dei vettori, ci sono. «Certamente - ha aggiunto - dobbiamo fare in modo che l'aumento delle tariffe che, peraltro, è proporzionato a quello di tutti gli altri Paesi europei e non è assolutamente sproporzionato, non deprima il mercato: abbiamo specificato che tale aumento non era retroattivo, ossia non agiva sui biglietti già venduti e lo abbiamo specificato in maniera chiara e c'è il nostro impegno a ricercare delle soluzioni che alimentino il fondo speciale per il trasporto aereo non attraverso l'aumento progressivo delle addizionali, specialmente in considerazione del fatto che la Legge Fornero ha previsto che tale fondo venisse sostituito da un fondo di solidarietà, alimentato in gran parte dai contributi delle imprese, come per tutti i fondi di solidarietà di questo tipo».

A questo proposito, prosegue il ministro, «è in atto una discussione tra il Governo, l'Inps, il ministero del Lavoro e il ministero dell'Economia per far partire questo nuovo fondo, che è in ritardo rispetto alle previsioni e per aggiustare l'entità delle addizionali in esame nei termini minimi previsti, perché sappiamo comunque che l'attrattività aerea, la capacità di aumentare i passeggeri nei nostri scali è un volano importante per l'economia». Quindi, anche se il Governo respinge le minacce delle compagnie, «vogliamo tenere al minimo le tasse e quindi, in questa fase di start up di questo fondo si è deciso di mettere questa addizionale per le previsioni, ma verrà verificata in queste settimane, proprio da qui a giugno, la possibilità di ridurre al minimo questa addizionale, usando anche tutti i risparmi e gli avanzi patrimoniali già in essere nello stesso fondo».


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