Ambiente e Trasporti

Tpl Toscana, i francesi di Ratp pronti a gestire le linee bus ma il consorzio Mobit preannuncia il ricorso al Tar

Silvia Pieraccini

La Regione tra pochi giorni procederà all'aggiudicazione definitiva. Ratp ha confermato l'intenzione di riassorbire tutti i 5.455 addetti delle aziende locali


Si avvicina il cambio societario alla guida dei bus urbani e extraurbani della Toscana. Tra pochi giorni la Regione procederà all'aggiudicazione definitiva della gara da quattro miliardi di euro per la gestione, nei prossimi 11 anni, del trasporto pubblico su gomma sull'intero territorio regionale (circa 100 milioni di km all'anno). Se, come sembra scontato, sarà confermata l'aggiudicazione provvisoria fatta nel novembre scorso, i francesi di Ratp, attraverso la controllata Autolinee toscane, prenderanno il posto delle attuali aziende di trasporto pubblico locale, tra cui BusItalia-Fs (che gestisce i bus di Firenze), che per partecipare alla gara si erano riunite nel consorzio Mobit. Proprio Mobit ha già annunciato ricorso al Tar nel caso di aggiudicazione ai concorrenti.

«Entro gennaio-febbraio 2017 partiremo col nuovo servizio», ha sottolineato il 22 febbraio Bruno Lombardi, presidente di Autolinee toscane controllata di Ratp, a un convegno sul trasporto pubblico locale organizzato a Lucca dalla Uil. Per il gruppo che gestisce il trasporto pubblico nell'area di Parigi (14 milioni di passeggeri trasportati al giorno), 5 miliardi di fatturato e 58mila dipendenti in 14 Paesi, quella Toscana è una sfida voluta direttamente dalla casa madre perché "qui ha visto possibilità di fare utili fin dal terzo anno di attività".

Ratp ha confermato l'intenzione di riassorbire tutti i 5.455 addetti delle aziende locali, anche se «ci saranno accorpamenti nelle attività amministrative come contabilità e controllo di gestione - ha spiegato Lombardi - e dunque ci saranno esuberi che dovranno essere riqualificati o incentivati alla pensione». «Nessun licenziamento», ha ripetuto il manager che ha indicato l'obiettivo di armonizzare i diversi trattamenti in essere in un contratto unico regionale, al posto dei 14 diversi contratti attivi oggi.

«Un contratto unico, uguale per tutti, ci dà garanzie in più - ha detto Davide Zullo, segretario regionale Uil trasporti - e un'azienda unica può razionalizzare i costi e far ripartire il trasporto pubblico locale che oggi sta soffrendo».

Lombardi ha insistito sulla qualità del servizio e sul dialogo con i lavoratori, e ha annunciato di voler riportare all'interno dell'azienda un business strategico, spesso delegato all'esterno dalle aziende locali, come la manutenzione dei bus: «Mi piacerebbe dar vita a un polo della manutenzione, per insegnare anche ai giovani questo mestiere», ha detto.
Riguardo ai bus, che Autolinee toscane riassorbirà dalle "vecchie" aziende (2.884 mezzi con età media superiore a 12 anni, secondo la ricognizione datata 2013) e procederà in parte a sostituire, Lombardi ha detto di essere molto interessato al nuovo strumento delle Rosco, previsto nella bozza di decreto legislativo sui servizi pubblici locali: una società che acquista bus o treni per poi affittarli o darli in leasing alle aziende che gestiscono il servizio. Nel piano industriale di Autolinee toscane, in ogni caso, su 563 milioni di investimenti circa 300 milioni sono destinati ai nuovi bus.

Autolinee toscane (che oggi gestisce meno di 2 milioni di km in Mugello, Valdisieve e Valdarno; sempre Ratp gestisce la tranvia fiorentina con la società Gest) avrà sede a Firenze e filiali in tutta la Toscana e partirà con 70 milioni di capitalizzazione e circa 600 milioni di debito che «grazie al rating tripla A che può vantare Ratp produrrà oneri finanziari sostenibili e sarà ripagato in breve tempo», ha aggiunto Lombardi.


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