Ambiente e Trasporti

Riparte il treno verde Fs-Legambiente: tappa in 11 smart cities contro lo smog

Giuseppe Latour

Da inizio d'anno 18 capoluoghi di provincia hanno consumato almeno la metà degli sforamenti massimi consentiti dalle legge nel corso dell'anno, denuncia Legambiente

Sono 18 (su 90) i capoluoghi di provincia che, in meno di due mesi nel 2016, hanno già consumato almeno la metà degli sforamenti massimi consentiti dalle legge nel corso dell'anno del tetto di PM10. Insomma, l'emergenza smog che ha caratterizzato le ultime settimane del 2015 si sta ripresentando con violenza anche nell'anno in corso. È quanto emerge dai numeri presentati ieri mattina da Legambiente, nel corso dell'evento di presentazione del Treno verde, il convoglio che l'associazione e il gruppo Ferrovie faranno viaggiare, nelle prossime settimane, in undici stazioni italiane dal Nord al Sud. Un'iniziativa in linea con la strategia di Renato Mazzoncini, amministratore delegato di Fs: più che sull'alta velocità, Mazzoncini è intenzionato a puntare sul Tpl. Dando alla gomma e al trasporto merci un peso maggiore rispetto al passato.

La mattinata è stata l'occasione per presentare i primi risultati della campagna di Legambiente «PM10 ti tengo d'occhio» che, dopo l'emergenza smog della pausa natalizia, fa il punto della situazione quando ormai nel 2016 sono passati quasi due mesi. Vengono fuori numeri molto negativi. Nei primi 50 giorni del nuovo anno ben 18 capoluoghi di provincia su 90 hanno superato il 50% dei giorni del bonus a disposizione previsto dalla legge (35 giorni all'anno con concentrazioni superiori a 50 µg/m3 di polveri sottili). Nella pratica, quindi, molti centri hanno già sfondato il muro dei 17 giorni.

Le città messe peggio sono Venezia e Frosinone, che hanno raggiunto 28 giorni di superamento dei limiti, seguite da Treviso (27), Torino (27), Padova (26), Mantova (22), Asti (22). Ed ancora Novara (20), Pavia (19), Rovigo (19), Como (19), Milano (19), Alessandria (19) Verona (18), Brescia (18), Bergamo (18), Modena (18) e Biella (18). I dati in questione – va precisato - fanno riferimento alla centralina peggiore presente nella città. «Anche se non è stata superata la soglia limite dei 35 giorni/anno – spiegano da Legambiente - la situazione rimane preoccupante e dimostra l'urgenza di adottare azioni concrete e politiche di sistema per uscire dall'emergenza smog, sempre più cronica».

In attesa di vedere un'inversione di tendenza, Ferrovie e Legambiente hanno tenuto a battesimo l'edizione 2016 del Treno verde: si tratta di un convoglio che, in un viaggio di undici tappe, da Novara a Cosenza, racconterà e darà spazio alle esperienze virtuose anti-smog messe in atto da quei comuni che hanno avuto il coraggio di scommettere sulla rigenerazione urbana, sull'efficienza energetica, sul verde urbano e sulla mobilità sostenibile. Ci sono ad esempio Pesaro con la sua “bicipolitana” (circa 78 km di piste ciclabili e 11 itinerari pedonali) e la green station di Potenza (che da stazione abbandonata, grazie ad un progetto di recupero ambientale e sociale promosso da Legambiente e dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, è tornata a vivere diventando un centro per la sostenibilità ambientale).

L'iniziativa si colloca perfettamente nella strategia di Ferrovie, come ha sottolineato l'amministratore delegato del gruppo, Renato Mazzoncini: «Il nostro nemico è l'auto privata e il trasporto sostenibile è la nostra missione. Non soltanto i passeggeri dell'alta velocità ma anche i pendolari del trasporto pubblico locale devono avere a disposizione un servizio sostenibile». Tra le priorità di Fs nei prossimi anni, quindi, ci sarà il Tpl, sia su ferro che su gomma. «È in atto una fortissima spinta sul trasporto pubblico locale e sul trasporto merci. Non è un caso che il contratto di programma tra Mit e Rfi preveda una metà di investimenti per le reti Ten, ma una metà per le linee della rete convenzionale. Al momento, comunque, abbiamo una quota pari al 7% del trasporto regionale su gomma, è evidente che quella è la direzione nella quale possiamo espanderci». Con la riforma del Tpl e un quadro regolatorio stabile, attualmente allo studio del Governo, «potremo presentare un piano industriale che riassegni al trasporto regionale la priorità che si merita. Nel frattempo continuiamo l'opera di rinnovo dei convogli, con 365 nuovi treni consegnati dal 2009 ad oggi e una maxigara da 4,5 miliardi per l'acquisto di 500 nuovi treni per i pendolari».

La sostenibilità è, ovviamente, anche tra le priorità di Legambiente, come spiega il suo presidente Rossella Muroni. «La mancanza di pioggia delle ultime settimane ha fatto capire qual è la fragilità del contesto urbano. Il Governo, sulla base degli impegni presi a livello internazionale con la Cop21, intraprenda dunque interventi mirati per stare al passo delle altre città europee, ma soprattutto delinei una strategia nazionale per la qualità dell'aria, un piano per la mobilità nuova in città accompagnato da studi accurati sulle fonti di emissione, eseguiti su scala locale e urbana. Non c'è più tempo da perdere, c'è bisogno di città più vivibili, sostenibili, all'avanguardia e libere dallo smog».


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