Ambiente e Trasporti

Confetra: la logistica merci ritrova slancio ma resta alta la pressione fiscale

Raoul de Forcade

Positivo il bilancio sul 2015 dopo un 2014 in recupero, caute le aspettative degli operatori sui risultati di quest'anno

L'andamento del traffico italiano delle merci, nel 2015, mostra segni positivi ed è il secondo anno consecutivo che accade, per tutte le modalità (se si eccettua il transhipment, che arretra del 9,2%: si veda l'articolo a fianco). Ma l'esordio del 2016 non è buono.
A testimoniarlo è la nota congiunturale di Confetra, stilata attraverso un'indagine tra centinaia di imprese dei vari settori di trasporto e logistica. Indagine che registra anche come, quanto ad aspettative di traffico, per il 2016 le aziende prevedano stabilità per il 58% (contro il 66% della precedente rilevazione), un calo per l'8% (contro il 2%) e una crescita per il 34% (contro il 32%). Insomma, la modesta crescita del Pil (+0,7%) e le incertezze politiche internazionali, sottolinea Confetra, «pesano sulle aspettative degli operatori». Infatti «permangono buone per un terzo degli intervistati, ma ricominciano a crescere, fino all'8%, quelle di segno negativo».

I dati sul 2015, in ogni caso, mostrano che, rispetto al 2014, «continuano a eccellere il cargo aereo (+5,1%, con Malpensa che segna +8,8%, Fiumicino +2,6% e Venezia +18,9%, mentre Bergamo scende dell'1,3% e Bologna del 4,1%) nonché il settore degli express courier (+8%), trainati dall'inarrestabile espansione del commercio elettronico (che l'anno scorso ha segnato +15%)».

Buono, sottolinea la confederazione, «l'andamento dell'autotrasporto, sia nazionale (+3%) che internazionale (+2,7%), confermato sia dal traffico autostradale, cresciuto del 3,3%, sia dai transiti nei valichi alpini aumentati del 2,5%. In ripresa anche il cargo ferroviario, con un +2,6%. Positive, infine, le spedizioni internazionali marittime (+3,4%), stradali (+3,1%) ed aeree (+2%)». Rimane invece «preoccupante l'andamento delle varie modalità rispetto ai valori massimi del 2007, fatti uguali a 100: solo il cargo aereo ha raggiunto e superato quei valori, mentre gomma e mare si aggirano ancora intorno all'87% e la ferrovia al 60%».

«Il 2015 – afferma Nereo Marcucci, presidente di Confetra - mostra più luci che ombre sulla ripresa del traffico merci, in coerenza con l'andamento dei diversi segmenti dell'economia di produzione e dei consumi nazionale, europea e internazionale. La crescita del traffico italiano, dopo quello internazionale, ad esempio, testimonia il miglioramento della domanda interna, che non può sostituire quella internazionale, ma neanche essere sostituita da essa. Il segno positivo in tutte le modalità di trasporto, compreso il cargo ferroviario, nei tre primi trimestri del 2015 induceva a un più marcato ottimismo». Invece, prosegue Marcucci, «da novembre a oggi, il nostro campione registra l'attenuarsi dei traffici e suggerisce una maggiore cautela nelle attese per il 2016. I pessimisti passano dal 2% della precedente rilevazione all'8% di quella attuale. Solo il cargo aereo continua, anche nell'ultimo trimestre 2015, la sua crescita per volumi, valore e fatturato; a dimostrazione che quella aerea è una modalità vincente, congeniale al segmento più ricco del moderno commercio globalizzato».

Marcucci afferma inoltre di sperare che «nell'agenda del ministro dei Trasporti vi sia uno spazio per affrontare poche questioni cruciali che aiuterebbero l'ulteriore crescita del trasporto. Nei prossimi mesi andranno a regime diversi tasselli del complesso puzzle d'interventi infrastrutturali e organizzativi predisposti dal Mit per dare ossigeno al sistema logistico e portuale nazionale in tutte le sue declinazioni. Se vi saranno minori turbolenze economiche e politiche a livello planetario, fra 3-4 anni potremmo giocare un ruolo importante nel sistema europeo». Marcucci non esita a sottolineare, infine, che «il fatturato cresce e in generale migliorano leggermente i margini operativi. Ma quelli dopo le imposte confermano una pressione fiscale ancora eccessiva».


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