Ambiente e Trasporti

Trasporto pubblico locale, a Milano avanza la riforma: bacino unico di gestione e Agenzia di Tpl

Giuseppe Latour

La Regione Lombardia anticipata la riforma del governo, ok del Comune di Milano - Programmi unitari di area vasta e integrazione tariffaria

La riforma del trasporto pubblico locale prende già forma in Lombardia. Dopo Brescia e Bergamo, anche Milano ha approvato la proposta di statuto dell'Agenzia del bacino di Tpl della città metropolitana di Milano-Monza-Brianza-Lodi-Pavia (elaborata dalla Regione Lombardia). Il nuovo soggetto avrà il compito di organizzare e controllare i servizi di trasporto in maniera integrata, superando la distinzione tra collegamenti urbani ed extraurbani. Si tratta di una novità che anticipa, in molti punti, i contenuti della riforma Madia, allo studio del Governo.

Il Consiglio comunale di Milano ha approvato con 21 voti favorevoli, nessun contrario e 4 astenuti la proposta di statuto dell'Agenzia del bacino della città metropolitana di Milano-Monza-Brianza-Lodi-Pavia. Si tratta di un pezzo fondamentale della riforma del sistema lombardo: il bacino, infatti, fa parte dei sei ambiti territoriali individuati dalla Regione. Gli altri sono Bergamo, Brescia, Como-Lecco-Varese, Cremona-Mantova, Sondrio.

La revisione anticipa, di fatto, i contenuti della riforma inserita nel decreto sui servizi pubblici locali del decreto Madia. Nelle bozze circolate finora, infatti, il Governo impone alle Regioni la costituzione di bacini che dovranno comprendere un'utenza minima di 350mila abitanti. Questi bacini saranno fondamentali per avviare le procedure di scelta del contraente per l'affidamento dei servizi di trasporto locale e regionale. Eventualmente, potranno essere spacchettati in più lotti, oggetto di procedure di gara e di contratti di servizio, "tenuto conto delle caratteristiche della domanda e salvo eccezioni motivate da economie di scala proprie di ciascuna modalità".

Su questa stessa linea, l'obiettivo della Lombardia è quello di suddividere il territorio in bacini omogenei, governati da Agenzie, con un dimensionamento di traffico tale da consentire la creazione di economie derivanti dall'ottimizzazione del servizio. Ogni Agenzia avrà il compito di programmare, organizzare, monitorare, controllare e promuovere i servizi di trasporto in maniera integrata all'interno del bacino di propria competenza. In questo modo viene anche superata l'attuale divisione tra trasporto urbano ed extraurbano.
A valle di questo sistema, la legge regionale prevede una differente ripartizione delle risorse che verranno divise in base a nuovi criteri basati sui costi standard, fabbisogni di mobilità e criteri di premialità, superando così il retaggio del criterio della spesa storica. Oltre a migliorare il servizi, si dovrebbe così arrivare a una progressiva attuazione dell'integrazione tariffaria regionale. Prima di Milano, al momento hanno completato il loro iter formale di costituzione delle Agenzie Brescia e Bergamo.
L'Agenzia di cui fa parte il territorio di Milano sarà composta dal Comune di Milano per il 50%, dalla Città metropolitana di Milano per il 12,2%, dalla Regione Lombardia per il 10%, dalla Provincia di Monza e Brianza per il 7,3%. E, per il resto, da Provincia di Lodi (4,2%), Provincia di Pavia (6,2%), Comune di Monza (3,4%); Comune di Lodi (2,4%) e Comune di Pavia (4,2%). Insomma, tutti i diversi enti locali sono stati coinvolti nella creazione di questo soggetto.


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