Ambiente e Trasporti

Rinnovo mezzi Tpl, appello di Asstra e Anav: «Sbloccare i fondi residui per 385 milioni»

Giuseppe Latour

Il 28% dei mezzi è euro 1 e 2: «Servono investimenti subito, sennò perdiamo i contributi sul gasolio» (riservati ai veicoli da euro 3)

Avviare immediatamente, con decreto del Mit, il riparto regionale dei fondi disponibili per l'acquisto di nuovi autobus ecologici. È questa la richiesta contenuta in una lettera che pochi giorni fa il presidente di Asstra (l'associazione delle società di Tpl), Massimo Roncucci e quello di Anav (l'associazione confindustriale delle imprese di trasporto passeggeri con autobus), Nicola Biscotti hanno recapitato al ministero delle Infrastrutture.
In attesa della nascita - questo il messaggio - della centrale unica di acquisti (il fondo gestito da Cassa Depositi per l'acquisto dei mezzi Tpl), già rinviata al 2017, bisogna accelerare l'impiego dei fondi disponibili: sul piatto ci sono 385 milioni di euro che potrebbero diventare spendibili nel giro di poco tempo. E il pericolo è che, se non saranno attivate queste risorse, le imprese del settore perderanno almeno 50 milioni di euro di agevolazioni fiscali sulle accise, perché dal 2016 queste non riguardano più i mezzi euro 1 ed euro 2.

La situazione delle società di trasporto pubblico locale è molto delicata. «Le nostre imprese – spiega la lettera - vogliono fortemente rappresentare una parte attiva nella lotta all'inquinamento, ma nel contesto attuale, caratterizzato da una flotta autobus con un'età media pari a circa 13 anni, e con il 28% della flotta con livelli di emissione euro 1 ed euro 2, risulta impossibile agire senza un piano strutturale di investimento che garantisca un rinnovo del parco mezzi».

Insomma, è vitale mettere immediatamente sul piatto risorse che, per la verità, dopo l'ultima manovra sono anche piuttosto abbondanti. La legge di Stabilità 2016, infatti, ha previsto uno stanziamento aggiuntivo di 640 milioni di euro tra il 2019 e il 2022 per l'acquisto e la sostituzione di mezzi di trasporto. Soldi che si affiancano a quelli già disponibili, per il periodo 2015-2019: esattamente, 535 milioni di euro. È per accelerare la spesa di questo denaro che il Governo ha appena deciso di rinviare di un anno, nel quadro del Milleproroghe, la partenza del fondo dedicati all'acquisto di autobus.

La partita del fondo, infatti, è più complessa del previsto. Il modello al quale sta pensando il ministero delle Infrastrutture è la creazione di una rolling stock company, una società pubblica, partecipata da Cassa depositi e prestiti, che dovrà acquistare i mezzi e poi darli in leasing alle società di Tpl. Il problema è che questo modello nasce, con altre esperienze europee, per il materiale rotabile, ma non è mai stato utilizzato per i mezzi su gomma. La maggiore polverizzazione di questo mercato renderebbe molto complessi gli acquisti centralizzati. Così, in attesa di trovare una soluzione, si è preferito rinviare al 2017 la nascita della centrale di acquisti.

Nel frattempo, le risorse da spendere sono molte. Chiusa la partita del Milleproroghe, per l'inizio di marzo, il ministero delle Infrastrutture dovrà pubblicare un decreto che metta in circolazione i fondi, e in particolare la prima tranche dei 535 milioni (citati più sopra) ancora disponibili per il 2015-2019: si tratta, per l'esattezza, di 385 milioni per il periodo 2015-2016, dei quali 260 milioni per il 2015 e 125 mln per il 2016.
A valle del decreto, le Regioni potranno aggiungere ulteriori quote di cofinanziamento e le aziende di trasporto pubblico locale potranno lanciare i bandi per acquisire i nuovi mezzi.
Se il decreto non arriverà subito, oltre al danno diretto della mancanza di investimenti, le società potrebbero subire un colpo anche sul fronte delle agevolazioni. La legge di Stabilità, infatti, ha deciso che dal 2016 il credito di imposta relativo all'agevolazione sul gasolio per autotrazione degli autotrasportatori «non spetta per i veicoli di categoria euro 2 o inferiore». L'impatto sulle imprese del settore è stimabile in circa 50 milioni di euro. Un prezzo altissimo da pagare. Per questo Asstra e Anav chiedono «una rapida soluzione» alla «questione dei finanziamenti per l'acquisizione dei mezzi destinati al trasporto pubblico locale regionale e interregionale».


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