Ambiente e Trasporti

Codice della strada, la revisione dei compiti della polizia stradale rischia di bloccare a lungo la riforma

G. La.

È quanto è emerso nel corso dell'ultima seduta della commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama, che sta esaminando il delicato disegno di legge delega

La revisione dei compiti della polizia stradale rischia di bloccare ancora a lungo la riforma del Codice della strada. È quanto è emerso nel corso dell'ultima seduta della commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama, che sta esaminando il delicato disegno di legge delega. Dopo lo stop del ministero dell'Economia, che ha individuato grandi problemi di copertura, il testo non avanza, soprattutto a causa della difficile mediazione necessaria tra Viminale, Mit e Mef. Insomma, per l'atteso provvedimento potrebbe materializzarsi una clamorosa impasse.

Il problema è stata sollevato dal presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, Altero Matteoli che al momento sta esaminando il testo: «Al fine di procedere con l'esame degli emendamenti presentati al provvedimento in titolo, occorre superare preventivamente il parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, reso dalla commissione Bilancio su parti molto significative del testo, sulla base di una relazione tecnica verificata negativamente dalla Ragioneria Generale dello Stato». Facciamo un passo indietro. La legge delega è stata approvata a ottobre del 2014 dalla Camera e, successivamente, è passata al Senato.

Dopo una lunga serie di audizioni e la presentazione degli emendamenti, tutto si è bloccato su un parere della commissione Bilancio che ha bocciato la norma su otto punti. Un colpo dal quale il Ddl pare non essersi ancora ripreso.
Al momento, infatti, sono in corso contatti tra i relatori, il ministero delle Infrastrutture e, soprattutto, il ministero dell'Economia per cercare di trovare la quadra sulla questione della copertura finanziaria. In preparazione c'è una nuova relazione tecnica che dovrebbe rimettere in moto il provvedimento. Nel frattempo, però, i lavori sono fermi. Così, Marco Filippi, capogruppo del Pd in commissione, sollecita il Governo a chiarire la sua posizione e ricorda che il Ddl «riveste grande importanza, essendo ormai urgente procedere ad una revisione dell'attuale Codice della strada, anche per tenere conto di novità importanti intervenute nel frattempo nella legislazione europea».

Il problema, però, è che la delega è molto dettagliata e, di fatto, apre la strada da subito a nuove spese per le quali, però, non sono previste le relative coperture. Soprattutto, rivede i compiti della polizia stradale e la gestione delle sanzioni: questioni che riguardano da vicino anche il ministero dell'Interno, anch'esso coinvolto nel lavoro sulla relazione tecnica. Un rebus difficile da sciogliere per un provvedimento considerato strategico dallo stesso esecutivo. Tanto che lo stesso Filippi sottolinea come il lavoro degli ultimi mesi «rischia di essere vanificato se il Governo non fornisce le indicazioni necessarie per predisporre una nuova relazione tecnica, che consenta di superare i problemi finanziari del testo».


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