Ambiente e Trasporti

Autotrasportatori contro l'Autostrada dei parchi: tariffe troppo alte

Giuseppe Latour

Associazioni e sindacati contro i gestori della A24-A25: aumenti oltre l'inflazione, in sette anni il pedaggio è cresciuto del 43 per cento

Aziende di autotrasporto contro la società concessionaria dell'autostrada dei Parchi. Dopo l'aumento dei pedaggi scattato nel 2016, le imprese che operano nel settore del trasporto su gomma si sono messe attorno a un tavolo e hanno deciso di attuare una singolare protesta: saltare un casello di A24 e A25 per autoridursi la tariffa. Una levata di scudi che ha catturato l'attenzione della concessionaria: in una nota la società ha aperto a un prossimo incontro. Ma ha anche respinto le accuse sul pedaggio, sottolineando come eventuali tagli ulteriori (rispetto allo sconto del 15% in vigore) siano di competenza del ministero delle Infrastrutture.

La denuncia che ha messo in moto lo scontro è scattata nel corso di un incontro presso la sede regionale di Confartigianato, a Pescara. Presenti Gabriele Sillari, presidente regionale di Confartigianato Trasporti, Roberto Galanti, coordinatore nazionale Fiap, Claudio Donati, segretario generale Assotir, Carlo Antonetti, coordinatore regionale Fai, William Facchinetti, segretario regionale Fita-Cna, e Pierangelo Paolucci, coordinatore regionale Sna-Casartigiani. «Purtroppo anche per il 2016 – spiegano in una nota congiunta - registriamo un aumento dei pedaggi da parte del concessionario delle autostrade A24 e A25, aumenti maggiori dell'inflazione, pari al +3,45%. Più in generale, negli ultimi sette anni ci sono stati aumenti sostanziali dei pedaggi, per un totale del 42,88%».

In dettaglio, secondo le associazioni gli aumenti sono: +1,11% nel 2009, +4,78% nel 2010, + 8,14% nel 2011, + 8,06% nel 2012, +7,56% nel 2013, +8,28% nel 2014 e +1,5% nel 2015. Attualmente il pedaggio autostradale costa oltre 13 centesimi di euro a chilometro. Allora, le sigle hanno deciso di attivare una singolare forma di protesta: «Invitiamo gli autotrasportatori abruzzesi a saltare il primo casello e ad entrare al successivo, così le minori entrate spingerebbero il concessionario a sedersi attorno ad un tavolo e a ragionare per raggiungere un'intesa». Per la conformazione geografica della Regione l'autostrada è una via obbligata: l'aumento dei pedaggi, allora, tende ad erodere la redditività delle aziende, non soltanto nell'autotrasporto.

La risposta della concessionaria Strada dei Parchi non si è fatta attendere. In una nota si dice «disponibile ad incontrare le associazioni di trasporto abruzzesi, anche se ad oggi non ha ricevuto nessuna richiesta in merito". Sui rilievi delle sigle e sulle possibili proteste spiega, anzitutto, che "le tariffe per i mezzi pesanti (5 assi) godono già di uno sconto del 15 per cento» e che «non può esserci ulteriore sconto senza correre il rischio di infrangere le norme sulla concorrenza della Ue, che qualche anno fa è intervenuta proprio su questa materia». Eventuali sconti o riduzioni di tariffe, poi, non sono materia di competenza delle concessionarie, ma «devono essere discusse a livello di ente concedente, in questo caso il ministero delle Infrastrutture». Infine, «le tariffe di A24 e A25 non sono le più alte ma sono del 20% sotto la media nazionale delle autostrade di montagna».


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