Ambiente e Trasporti

Acqua/2. Dal Friuli alla Sicilia, i Radicali svelano la mappa delle eco-infrazioni europee

Giuseppe Latour

Discariche abusive, acque reflue ed ecoballe: scarica lo screening degli inadempimenti - «Con una norma in Stabilità ora il rischio è che le sanzioni si scarichino sui cittadini»

Discariche abusive, ecoballe, depurazione. Dalla Sicilia fino al Friuli Venezia Giulia, passando per Lombardia, Liguria, Lazio e Campania. Analizzando la situazione dei nostri Comuni, sono centinaia quelli inclusi nella mappa delle infrazioni europee appena compilata dai Radicali italiani. Un elenco che vede nettamente protagonista il Mezzogiorno, ma coinvolge anche molti insospettabili.

LA MAPPA DELLE INFRAZIONI AMBIENTALI (a cura dei Radicali italiani)

L'ultima emergenza, in ordine di tempo, riguarda gli impianti idrici e le fognature: nel 2016 arriverà per l'Italia la prima fetta di una torta di sanzioni che vale quasi mezzo miliardo all'anno. Ma non si tratta dell'unica questione: c'è soprattutto il fronte delle discariche abusive a creare un problema altrettanto preoccupante. Senza contare altri temi, come quello degli aiuti di Stato.

L'iniziativa viene illustrata così dal segretario dei Radicali italiani, Riccardo Magi e dal tesoriere, Valerio Federico in una nota: «Abbiamo voluto creare e pubblicare questa mappa perché, nonostante siano moltissimi i territori italiani sui quali ancora pendono delle sentenze di condanna da parte della Corte di Giustizia dell'Unione europea, c'è pochissima trasparenza sul quadro complessivo delle infrazioni Ue. Per capire la gravità del problema, basta osservare sulla cartina l'elevato numero di città che non rispettano la normativa europea sulle acque reflue e le discariche abusive».
Al 30 settembre 2015, per sentenze della Corte di Giustizia europea, l'Italia aveva già pagato multe per circa 153 milioni di euro, piazzandosi prima tra tutti i paesi Ue. A questa cifra vanno poi aggiunti 30 milioni di euro per gli aiuti di stato (revocati) a favore delle imprese di Chioggia e Venezia e, ancora, «circa 22 milioni di euro che il prossimo 16 gennaio pagheremo come prima multa semestrale sulla questione ecoballe in Campania e le ulteriori decine di milioni di euro dovuti come seconda multa semestrale per le discariche abusive sparse sul nostro territorio».

Per il 2016 una staffilata (attesa da tempo) potrebbe arrivare dal lato della depurazione. Già durante lo scorso anno, infatti, il Governo aveva effettuato delle simulazioni sulle tre procedure di infrazione pendenti, arrivando a calcolare che le sanzioni potrebbero essere pari a 480 milioni all'anno, da qui fino al completamento delle opere, «a causa degli enormi problemi sui sistemi fognari e depurativi di ben 2.500 Comuni». Una maxi multa che risulta ancora più significativa «alla luce del comma 813 approvato nella legge di Stabilità, che autorizza il ministero dell'Economia e delle finanze ad attivare il procedimento di rivalsa a carico delle amministrazioni responsabili delle violazioni che hanno determinato le sentenze di condanna. Insomma, gli enti locali, con la loro azione politica e amministrativa, possono (e devono) fare molto per evitare che gli ignari cittadini siano costretti a pagare queste multe con l'aumento dei tributi locali», spiegano il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi e il tesoriere Valerio Federico. Quindi, le sanzioni potrebbero diventare un disastro finanziario per i sindaci. Oppure scaricarsi sui cittadini in termini di maggiori tributi locali o maggiori tariffe per i servizi.

Passiamo alla mappa. Partendo dalle procedure di infrazione relative alla depurazione, queste riguardano in larga parte la Sicilia. Ma non solo. Anche Calabria, Campania e Puglia hanno molti agglomerati coinvolti nella procedura. Problemi anche in Lombardia, Liguria e Friuli Venezia Giulia. Sul fronte delle discariche abusive, invece, la Campania (già sanzionata per le ecoballe) è il focolaio principale. Ma ci sono molti problemi anche in Calabria, soprattutto tra Cosenza, Catanzaro e Vibo Valentia. Diverse discariche sono segnalate anche in Sicilia (Palermo, Agrigento, Catania, Siracusa), in Puglia (Lecce, Brindisi, Bari). Nel Lazio preoccupa l'area di Frosinone. E quella di Malagrotta, a Roma, dove è stata avviata una procedura specifica per la non conformità della discarica. Mentre, salendo al Nord, vanno segnalati i casi di Venezia, Bergamo e Trieste.


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