Ambiente e Trasporti

Risorse idriche, approvato dall'Authority il «Metodo tariffario» per il 2016-2019

A.A.

Delibera dell'Autorità energia: salgono da 4 a 6 gli schemi regolatori da cui scegliere - Ok anche alla «qualità contrattuale»

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (nella foto il presidente Guido Bortoni) ha approvato ieri, con la delibera 664/2015/R/idr, il «Metodo tariffario idrico 2», valido per gli anni 2016-2019, che sostituisce quello attuale (biennio 2014-2015). Confermato il principio del “full cost recovery”, cioè tariffe che coprano i costi di gestione efficienti e i costi di investimento (interessi e quote di ammortamento), con aumenti tariffari solo a investimenti effettuati. Nel nuovo Metodo sono previsti sei schemi regolatori (rispetto ai 4 precedenti) tra cui i gestori possono scegliere. Approvata anche la delibera 665 sulla «qualità contrattuale», standard minimi a tutela degli utenti.

«L’obiettivo - spiega l’Autorità - è avere tariffe idriche sempre più capaci di incentivare i necessari investimenti nel settore, garantendo allo stesso tempo la sostenibilità dei corrispettivi applicati all'utenza, favorendo il miglioramento della qualità dei servizi, la razionalizzazione delle gestioni e riconoscendo in modo efficiente i costi per le sole opere effettivamente realizzate».

Il nuovo quadro regolatorio, che è stato approvato dopo una lunga consultazione, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2016.

«L'Autorità - si legge nel comunicato - intende continuare l'avviato percorso di sviluppo del settore attraverso una regolazione stabile e certa, elevando gli standard del servizio e la sostenibilità sociale e ambientale della fornitura, nel rispetto dell'economicità, efficienza ed equilibrio economico finanziario nelle gestioni1. Nel segno della continuità, il ‘Metodo Tariffario Idrico 2' poggia sui due principi guida del precedente metodo valido per il 2014/2015, con particolare riferimento alla selettività e alla responsabilizzazione, da attuare attraverso una regolazione asimmetrica, capace di adattarsi alle diverse esigenze di un settore molto differenziato a livello locale e nella governance.
La regolazione tariffaria applicabile nel secondo periodo regolatorio è riconducibile quindi ad una matrice di schemi regolatori (rispetto al precedente metodo tariffario, si amplia la gamma dei diversi tipi di schemi tariffari, sei e non più quattro) nell'ambito della quale ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace in base alle proprie realtà».

Il comunicato integrale dell'Autorità idrica

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