Ambiente e Trasporti

Legambiente, Rossella Muroni presidente - Riqualificazione edilizia tra le priorità

A.A.

Zanchini confermato vice-presidente: «Rigenerazione urbana al posto del consumo di suolo» - Muroni: «Battaglie tasversali»

Il X° congresso di Legambiente, chiuso domenica 14 dicembre a Milano negli spazi dell'ex Ansaldo, che ha visto la partecipazione di oltre 900 delegati da tutta Italia, ha rinnovato i vertici dell'associazione, scegliendo Rossella Muroni come nuovo presidente e Stefano Ciafani nuovo direttore generale, e confermando Edoardo Zanchini vicepresidente e Nunzio Cirino Groccia amministratore.

«Una tre giorni - annuncia Legambiente in un comunicato - che ha mostrato chiaramente l'obiettivo di Legambiente per i prossimi anni: essere un'associazione aperta e accogliente, in grado di parlare con tutti e capace di costruire lobbies trasversali, nella società civile come in parlamento, per raggiungere obiettivi concreti di interesse comune, come avvenuto per la battaglia per l'approvazione della legge sugli ecoreati».

Tra gli obiettivi condivisi: il tema della riconversione energetica, l'abbandono del petrolio, lo stop al consumo di suolo, una nuova edilizia per rigenerare senza cementificare. E il tema che Legambiente ha lanciato proprio dal tavolo della presidenza di questo congresso: il voto amministrativo agli stranieri residenti da almeno 5 anni, importante anche per responsabilizzare tutti rispetto al tema del territorio.

«L'ambientalismo non è più un tema elitario. Deve arrivare nelle piazze – ha dichiarato la neo eletta presidente Rossella Muroni-. Il movimento ambientalista ha oggi nelle mani una grande possibilità. Quella di promuovere una vera rivoluzione pacifica. La Green society è forte e pronta a contribuire realmente al cambiamento con la forza dirompente delle idee. L'era del cambiamento non è un titolo a caso scelto per questo congresso: siamo convinti, infatti, che ci siano già le risorse, i talenti, le potenzialità e le passioni per cambiare questo Paese e renderlo più sostenibile, anche grazie a ricette economiche innovative in grado di creare nuova occupazione qualificata e duratura».

«A Parigi il mondo si è messo in marcia – ha dichiarato il vice-presidente Zanchini - una marcia irreversibile verso un futuro rinnovabile e libero da fossili. E l'accordo è frutto anche della grande mobilitazione della società civile globale, con il contributo importante di Legambiente in Italia. Ma non possiamo certo fermarci qui. Da domani riprenderemo la nostra mobilitazione, per far sì che l'Europa e l'Italia traducano in azione politica gli impegni presi a Parigi. L'ambientalismo deve superare il momento di crisi che sta attraversando, e per farlo deve saper valorizzare quei territori che già sono centri propulsori di cambiamento e di modernità. E' alle buone pratiche in atto che occorre guardare: all'autoproduzione energetica, l'economia circolare, alla rigenerazione urbana come alternativa al consumo di suolo. E allargare lo sguardo al Mediterraneo tutto, perché è lì che si gioca una buona parte delle sfide del mondo in cui viviamo, a cominciare dai cambiamenti climatici, la questione dei migranti, della solidarietà e della pace"


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