Ambiente e Trasporti

Aviazione civile: sicurezza, traffico e infrastrutture le priorità del piano presentato a Bruxelles

Giuseppe Latour

Il prossimo 20 e 21 gennaio un summit europeo farà il punto sulle reazioni degli operatori del mercato

Sicurezza, potenziamento degli aeroporti principali, accordi con i paesi delle aree a più alta espansione di traffico. Sono i punti chiave della nuova strategia per l'aviazione civile, appena presentata dalla Commissione europea. Il prossimo 20 e 21 gennaio un summit europeo farà il punto sulle reazioni degli operatori del mercato. Subito dopo, si procederà con l'implementazione, a partire proprio da una riforma delle regole sulla sicurezza: per la prima volta sarà disciplinato l'utilizzo di droni.

L'obiettivo chiave della strategia è riportare l'Ue al centro del sistema dell'aviazione internazionale, soprattutto attraverso lo sfruttamento dei nuovi mercati in espansione. In questo senso, un elemento chiave saranno nuovi accordi esterni con paesi e regioni strategici nel mondo. Questo non servirà soltanto a migliorare l'accesso al mercato, ma offrirà anche nuove opportunità commerciali alle imprese europee. Questi accordi assicureranno un maggior numero di collegamenti aerei e prezzi più contenuti per i passeggeri.

Un approccio che Violeta Bulc, commissaria europea responsabile per i Trasporti, spiega così: «Il settore dell'aviazione europea si trova ad affrontare diverse sfide e la strategia appena varata delinea un piano d'azione ampio ed ambizioso per mantenere il suo vantaggio sui concorrenti. La strategia aiuterà le imprese europee a rimanere competitive grazie a nuovi investimenti e ad opportunità di fare affari, consentendo loro di crescere in modo sostenibile. Anche i cittadini europei ne beneficeranno grazie a una maggiore scelta, a prezzi più bassi e a livelli più elevati di sicurezza».

La seconda sfida sarà sul piano delle infrastrutture. I limiti di capacità degli aeroporti dell'Ue potrebbero costare fino a 818mila posti di lavoro entro il 2035, secondo i calcoli della Commissione. Quindi, bisogna pianificare la futura domanda di trasporto, evitare la congestione sugli aeroporti più strategici e ridurre la frammentazione dell'offerta: la frammentazione dello spazio aereo europeo costa almeno cinque miliardi di euro all'anno e comporta l'emissione di quasi 50 milioni di tonnellate di CO2 supplementari.

Sul fronte della sicurezza, la strategia propone importanti misure, tra cui un aggiornamento delle norme europee in materia, per mantenere standard elevati in concomitanza con un traffico aereo in forte espansione. La Commissione si impegna anche a ridurre l'onere e i costi legati ai controlli di sicurezza, grazie all'uso di nuove tecnologie e di un approccio basato sul contenimento del rischio. Infine, un capitolo viene dedicato all'innovazione e alla digitalizzazione del settore. «L'Europa – spiega una nota di Bruxelles - in particolare deve valorizzare appieno le potenzialità legate ai droni». L'Ue, nello specifico, ha pianificato un investimento di 430 milioni di euro all'anno fino al 2020, nel contesto del progetto di ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo (Sesar). Lo sviluppo tempestivo di queste soluzioni può portare alla creazione di più di 300mila nuovi posti di lavoro. Oltre a importanti risparmi per chi gestisce il servizio negli aeroporti.


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