Ambiente e Trasporti

Rifiuti, migliora la differenziata ma aumenta l'attività dei termovalorizzatori

Massimo Frontera

Lo dice il rapporto Ispra, che fotografa la situazione dei rifiuti urbani in Italia, aggiornata a tutto il 2014

Qualche luce e molte ombre nell'ultima edizione del rapporto Ispra sui rifiuti urbani in Italia, pubblicato alla fine dello scorso ottobre e riferito e aggiornato a tutto il 2014.
La fotografia dell'Ispra offre vari spunti di lettura. Complessivamente, la produzione di rifiuti nel 2014 ha visto un leggero incremento, arrivando a poco più di 29,65 milioni di tonnellate, +0,3% rispetto al 2013 ma sempre meno di ciascun anno del precedente triennio 2010-2012. In leggera crescita anche la produzione procapite dei rifiuti, che nel 2014 è pari a 487,8 chili per abitante all'anno. Anche in questo caso il valore è leggermente superiore a quello del 2013 (486,5 chili all'anno procapite), ma inferiore ai valori di ciascun anno del periodo 2010-2013. Nessuna riduzione, dunque, di rifiuti prodotti. Ma qualche passo avanti si registra sulla gestione dei rifiuti urbani.

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Raccolta differenziata, ci sono progressi ma resta il ritardo sul target
La raccolta differenziata vede un miglioramento nell'ultimo anno, sia in valori assoluti - pari a 13,4 milioni di tonnellate - sia in percentuale rispetto al tortale dei rifiuti prodotti, che arriva al 45,2%, in aumento di quasi 3 punti rispetto al 42,3% del 2013 (12,5 milioni di tonnellate).
Il tasso di raccolta differenziata resta però largamente inferiore agli obiettivi target che erano stati indicati nel 2006 per il periodo 2006-2012. In particolare, l'obiettivo del 45% di raccolta differenziata era il tasso che si prevedeva di raggiungere entro il 2008, mentre entro il 2012 si sarebbe dovuti arrivare al 65 per cento. Nella disaggregazione regionale emergono tuttavia alcune eccellenze, soprattutto di Veneto e Trentino Alto Adige, con, rispettivamente, 67,6% e 67% per cento. Si tratta delle uniche regioni dove il tasso di raccolta ha superato il target fissato per il 2012. Le più indietro sono Sicilia e Calabria, con rispettivamente un tasso del 12,5% e del 18,6 per cento.

Sull'incenerimento confermato il primato del nord-Italia
Quanto alla gestione dei rifiuti tramite incenerimento, il quadro aggiornato al 2014, vede confermato il primato del nord-Italia e in particolare della Lombardia.
Il censimento aggiornato conta 44 impianti attivi con una distribuzione largamente sbilanciata nelle regioni del Nord, con 29 impianti di cui 13 in Lombardia. Nelle regioni del Centro Italia e del Sud ci sono rispettivamente 8 e 7 impianti. Le regioni che non hanno neanche un impianto sono sei: Sicilia, Molise, Liguria, Valle d'Aosta, Umbria e Marche.
Sui 44 impianti attivi, 32 sono dotati di sistemi di recupero energetico che ha prodotto 3 milioni di MWh; gli altri 12 impianti sono dotati di cicli cogenerativi e hanno prodotto altri 1,6 milioni di MWh.
Il volume di rifiuti gestito dagli inceneritori nel 2014 è aumentato di circa il 7,38% circa rispetto all'anno prima, passando da 5.815.216 tonnellate del 2013 alle 6.278.830 del 2014.
Se però si esclude la componente dei rifiuti speciali, il volume di rifiuti trattati nel 2014 è di circa 5,155 milioni di tonnellate, in diminuzione di quasi il 4,5% rispetto all'anno prima. Si tratta del quantitativo annuo più basso mai registrato nel periodo 2010-2014.


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