Ambiente e Trasporti

Ambiente, Galletti: il Ddl sul consumo di suolo fondamentale per la rigenerazione urbana

G.La

Il ministro dell'Ambiente - intervenuto alla presentazione del libro di Erasmo D'Angelis, "Un paese nel fango" - ha tracciato il calendario delle partite più importanti in discussione nei prossimi mesi in Parlamento

«Dopo il Ddl sugli ecoreati, abbiamo altre sfide in Parlamento. C'è il collegato ambientale, che andrà approvato in tempi brevi in via definitiva, c'è il Ddl sulla Protezione civile, che auspico vada avanti con sveltezza dopo la prima lettura, e c'è il disegno di legge sul consumo di suolo, che è un obiettivo fondamentale da raggiungere, perché guarda al riuso e alla rigenerazione, che sono due opportunità economiche fondamentali». Sono le parole con le quali il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti ha tracciato il calendario delle partite più importanti in discussione nei prossimi mesi nelle sue materie. Lo ha fatto durante la presentazione del libro di Erasmo D'Angelis, "Un paese nel fango", ieri a Roma. Dopo gli ultimi stanziamenti dell'esecutivo sul fronte del dissesto idrogeologico, relativi al piano per le città metropolitane, la palla si sposta tra Montecitorio e Palazzo Madama, perché bisogna lavorare sulle regole.

D'altronde, dall'incontro è emerso che uno dei punti strategici del lavoro del Governo, al di là del recupero delle risorse, è stato orientato proprio sulle procedure e sulla gestione dei flussi informativi. Lo ha spiegato proprio D'Angelis, dicendo che «basta guardare a quello che è successo con i condoni negli ultimi trent'anni. Non esistono dati su cosa sono costati i condoni in termini di urbanistica, su quante entrate hanno generato. Siamo andati a costruire in zone dove non dovevamo costruire e dove vivono ancora almeno sei milioni di persone. Ma su questo non ci sono elementi precisi».

Del tema ha parlato anche Mauro Grassi, capo dell'Unità di missione di Palazzo Chigi: «Con i vecchi accordi di programma sul dissesto, la Calabria aveva speso appena 4 milioni di euro delle sue risorse, praticamente nulla. È bastato stabilire un dialogo migliore con il nuovo governatore e siamo riusciti in pochi mesi a mandare in cantiere 136 progetti. Il nostro lavoro non si è concentrato solo sui soldi ma anche sul migliore funzionamento di tutte le istituzioni che si interessano di questioni come il dissesto o l'acqua».

Anche se gli avanzamenti di Governo e maggioranza si sono scontrati con molte resistenze, come ha evidenziato la responsabile ambiente del Pd, Chiara Braga: «Un esempio di queste resistenze ce l'abbiamo sotto gli occhi. Il riordino dei distretti idrografici, che diventeranno otto nel nostro paese, dopo anni di attesa sarà completato solo con il collegato ambientale. E quelle stesse resistenze hanno reso complicato il lavoro che stiamo facendo sul Ddl sul consumo di suolo, che è un altro fronte sul quale siamo molto impegnati e che spero completeremo a breve».

Dalla riforma della Protezione civile, il suo capo dipartimento Fabrizio Curcio si aspetta soprattutto chiarimenti sul fronte della delimitazione degli stati di emergenza. «Bisogna subito eliminare la zona grigia, fatta da casi nei quali non è chiaro se è possibile dichiarare lo stato di emergenza e, quindi, usare le procedure in deroga ed ottenere il sostegno delle risorse statali. Questo è un male per noi, ma anche per gli amministratori locali, che spesso non sanno come devono comportarsi».

Il presidente della commissione Ambiente, Ermete Realacci guarda invece a un fronte che si è appena chiuso: l'approvazione della delega appalti alla Camera. «Mi auguro che possa fornire nuovi strumenti per contrastare la corruzione nel nostro paese. Perché molti problemi nascono dalla maniera sbagliata nella quale abbiamo trattato il nostro territorio in tutti questi anni, e penso ad esempio ai condoni. Anche se adesso l'aumento di fenomeni meteorologici estremi non fa altro che accentuare questi difetti».


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