Ambiente e Trasporti

Reti idriche colabrodo: disperso un litro d'acqua su tre. In 94 capoluoghi oltre il 20% di perdite

Massimo Frontera

Lo dice l'Istat nel rapporto pubblicato ieri sulla qualità urbana. Tra le città peggiori Firenze, Roma, Venezia e Trieste

Reti idriche italiane colabrodo. L'ultima fotografia delle pessime condizioni delle condutture di acqua potabile arriva dall'Istat. Nel rapporto sulla qualità urbana 2014 pubblicato ieri l'Istituto di statistica conferma - senza sostanziali scostamenti - i dati choc sull'incredibile quantità di dispersione che continua a caratterizzare in modo diffuso il sistema idrico di tante città italiane.

Il rapporto si concentra su alcuni temi che compongono il quadro della qualità urbana di 116 comuni capoluogo italiani, dai rifiuti all'energia, dal verde alla depurazione, dall'inquinamento al rumore, dal trasporto locale alle reti idriche.

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Proprio su quest'ultimo aspetto l'Istat registra una riduzione del volume di acqua potabile fatturata per uso domestico, pari a 161 litri per abitante nel 2014 (-4,1% rispetto al 2013). C'è poi il tasso di perdite nelle reti idriche comunali che, dice l'Istat, «resta elevato», pari al 36,9%. In altre parole, su cinque litri d'acqua immessi in rete, un litro abbondante non arriva al rubinetto. Le falle sono un fenomeno diffuso, al punto che ben 94 capoluoghi italiani su 116 fanno registrare un tasso di perdita di oltre il 20 per cento.

Nel 2014, precisa il rapporto, il volume totale di acqua potabile immessa nella rete di distribuzione dei comuni capoluogo di provincia è pari a quasi 2,6 miliardi di metri cubi, con una flessione dello 0,5% rispetto al 2013. La quantità di acqua potabile erogata è stata invece di 1,6 miliardi di metro cubi, con una diminuzione del 2,6 per cento. Se ne ricava che «nel complesso dei capoluoghi la dispersione, dal momento dell'immissione in rete al momento in cui l'acqua raggiunge l'utente finale, è pari al 36,9%». «In media - prosegue l'Istat - dei circa 389 litri per abitante immessi giornalmente nella rete di distribuzione dei capoluoghi, se ne erogano circa 245». Non solo: «tra il 2012 e il 2014 si rileva un aumento delle dispersioni di poco più di un punto percentuale annuo, una tendenza che mette in luce come siano ancora insufficienti le azioni volte a ridurre lo spreco della risorsa idrica». E infine l'affondo: «Nell'ultimo anno in 94 comuni (più di otto su dieci) la dispersione di rete è superiore al 20%».

La distribuzione geografica dei disservizi vede in testa le città del Mezzogiorno, seguite da quelle del Centro e del Nord. Tra le città "sprecone" - nel senso che hanno una perdita superiore alla media complessiva - ci sono Venezia, Trieste, Firenze e Roma. A sorpresa, Reggio Calabria Messina e Palermo, hanno tassi perdite inferiori alla media.
Le migliori della classe - nel senso che le dispersioni sono pari o inferiori al 15% - sono Monza, Pavia, Pordenone, Udine, Piacenza, Trento, Siena, Macerata, Fermo e Trapani.


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