Ambiente e Trasporti

Immobili abusivi, Galletti: l'abbattimento è una priorità, ai Comuni 11 milioni per partire con le demolizioni

Massimo Frontera e Giuseppe Latour

Il ministro dell'Ambiente conferma le risorse previste nel Collegato ambientale e annuncia misure per gli anti locali destinati a interventi sulle piccole frane

Nuove risorse per demolire gli immobili abusivi in aree a rischio idrogeologico. Si tratta dello stanziamento previsto all'interno del collegato ambientale per consentire la rapida (entro 120 giorni al massimo) rimozione dei manufatti. Il fondo, secondo quanto prevede la norma attualmente in seconda lettura al Senato, sarà gestito dal ministero dell'Ambiente e ammonta a 10 milioni, relativi all'annualità 2016.

L'abbattimento è prioritario
«L'abbattimento delle case abusive è una priorità», ha sottolineato ieri il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, assicurando che ci sarà presto «un fondo ad hoc, all'interno del collegato ambientale che spero di approvare entro fine anno, da 11 milioni per i Comuni». Se poi serviranno altre risorse, il ministro ha assicurato l'impegno a trovare ulteriori fondi: «se servirà (il fondo, ndr) verrà ulteriormente rifornito con soldi del ministero», ha aggiunto. Demolire l'abusivo, ha ribadito, «è un intervento di civiltà», e da ora «non è più un problema di risorse: chi lo vuol fare i soldi ci sono, me ne assumo io la responsabilità , li tolgo da altre parti del mio ministero e vado a finanziare quel fondo: sia chiaro a tutti». «L'abbattimento dovrebbe essere la normalità perché non si può far 'rischiare la vita a delle persone: dai l'esempio sbagliato a tutti gli altri; perché se costruisci sull'alveo di fiume vuol dire che impedisci in qualche modo alla natura di fare il suo corso».

«Mai più condoni edilizi in questo Stato - ha detto poi Galletti - ma tutti gli sforzi per la prevenzione non basteranno mai a mettere il Paese al sicuro se non c'è una cultura diffusa di rispetto del territorio». Contro il dissesto, ricorda il ministro, «abbiamo finanziato prima le opere che sono in stato avanzato di progettazione, oltre quelle a maggior rischio». Sul fronte del dissesto, il ministro ha poi annunciato la firma di specifici accordi attuativi con gli enti territoriali. «Firmerò, probabilmente la prossima settimana, gli accordi di programma con le Regioni e potremo cominciare ad aprire i cantieri. Mancano 650 milioni che pensiamo di finanziare con l'inizio dell'anno nuovo».

Piccole frane, possibilità risorse

Galletti ha anche anticipato che il ministero dell'Ambiente sta studiando un provvedimento per le piccole frane nei comuni: «c'è un impegno determinato e forte anche su questo punto - ha sottolineato - e nella legge di stabilità si possono usare gli avanzi di amministrazione degli enti locali per piccole frane, pulizia dei fiumi, dissesto idrogeologico».

Riparte al Senato il collegato Ambiente
Che la partita del collegato ambiente si sia finalmente sbloccata lo attestano i resoconti parlamentari. Il calendario di Palazzo Madama mette il provvedimento tra quelli all'ordine del giorno in Aula per il prossimo 20 ottobre: entro giovedì 22 ottobre è previsto il voto finale sugli emendamenti, che dovranno essere presentati in Aula entro le dieci di martedì. Si tratta di una svolta attesa da un paio d'anni. Il disegno di legge, infatti, era stato approvato in prima lettura dalla Camera il 13 novembre del 2014. Montecitorio lo aveva incardinato il 27 marzo del 2014, chiudendo l'esame il successivo 9 ottobre. L'iter di Palazzo Madama è stato, se possibile, ancora più accidentato. I lavori sono durati, di fatto, un anno: da novembre 2014 fino ad ora. Con una lunga serie di blocchi e ripartenze, determinati dalla perplessità su alcuni passaggi delicatissimi del testo, come quello dedicato al Fondo di garanzia per le opere idriche, che dovrebbe portare più investimenti nella rete di distribuzione ma anche qualche onere più in bolletta. Insomma, il collegato alla legge di Stabilità 2014 chiuderà mentre è in procinto di essere approvata la manovra relativa al 2016.


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