Ambiente e Trasporti

«Un piano europeo per le biciclette», accordo tra i ministri europei, ora i fondi

Giuseppe Latour

Nel consiglio europeo Trasporti la richiesta unanime alla Commissione di prevedere un filone di finanziamenti con fondi Ue

Non solo aerei, treni, navi e auto. Anche le biciclette entrano tra le priorità dell'Europa, quando si parla di infrastrutture e mobilità. E' l'esito della prima giornata di riunioni del Consiglio dei ministri Ue in materia di trasporti: la diffusione delle due ruote dovrà diventare uno degli obiettivi chiave della Commissione europea. E, soprattutto, dovrà essere direttamente finanziabile tramite le diverse linee di fondi comunitari. I paesi membri, infatti, hanno formalmente chiesto all'esecutivo di Jean Claude Juncker di preparare un piano europeo per le biciclette. Un po' quello che già avviene adesso per l'Alta velocità o per il traffico aereo.

La dichiarazione conclusiva approvata dai 28 paesi dell'Unione europea rivendica con forza tutti i pregi delle due ruote. La bicicletta, il bike sharing e le bici elettriche, tanto per cominciare, sono tutte invenzioni nate in Europa. Nel 2014 all'interno dei confini dell'Ue ne sono state vendute oltre 21 milioni di esemplari, superando le auto di oltre 8 milioni di unità. Nello stesso periodo, in più di 800 città sono arrivati sistemi di condivisione delle biciclette. Leggendo il fenomeno sotto il profilo industriale, le aziende attive nel settore danno lavoro a più di 650mila persone. Infine, una considerazione sul fronte della mobilità: per le distanze fino a cinque chilometri la bicicletta è il modo più veloce di spostarsi. Con le biciclette elettriche, questa distanza aumenta fino a dieci chilometri.
La diffusione delle bici, in chiave di politiche comunitarie, potrà dare un contributo importante a molti degli obiettivi prioritari dell'Ue: ad esempio, ridurre le emissioni, migliorare l'efficienza energetica e creare posti di lavoro stimolando investimenti privati. Per questo motivo, la promozione di questa forma di trasporto potrà essere incentivata in futuro facendo ricorso a molte voci del bilancio europeo. Il Consiglio dei ministri ne cita esplicitamente tre: Horizon 2020 (il programma dedicato alla ricerca), Cosme (quello dedicato alle Pmi) e i fondi strutturali europei.

Ed è proprio sul tema dei finanziamenti che arriva la novità più importante. I ministri dei Trasporti, infatti, chiedono formalmente alla Commissione di preparare un Master plan per la promozione della bicicletta a livello europeo. Questo documento, tra le altre cose, dovrà identificare tutti gli strumenti di finanziamento che possono essere mobilitati per diffondere le due ruote. E, soprattutto, dovrà esplicitamente includere la mobilità tramite bicicletta tra gli obiettivi finanziabili a livello europeo.

Durante la riunione, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha illustrato i lavori in corso in Italia su questo fronte. Il ministro pernsa a un fondo per realizzare piste ciclabili in tutta Italia da introdurre nella legge di stabilità. Il fondo servirà anche a finanziare il Grab, il «Grande raccordo anulare delle biciclette» che dovrebbe collegare i quartieri di Roma con 40 chilometri di piste ciclabili. «Per un piano nazionale - ha spiegato il ministro - occorre avere le stesse attenzioni che si ebbero negli anni '50 per le auto. Rendere più sicure le strade, dedicare infrastrutture specifiche e aree sosta alle bici, per realizzare servizi dedicati e di interscambio con altri mezzi di trasporto. Oltre alle infrastrutture urbane stiamo lavorando per sostenere una rete ciclabile nazionale per una mobilità cicloturistica. Un piano a cui va unito il nuovo Codice della strada, in approvazione, volto a garantire più sicurezza, oltre al sostegno agli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro: misure a cui il Governo dà il proprio contributo».


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